Palestina

ANPI: una nuova colonia sionista?

Con una decisione senza precedenti, a pochi giorni dal 70° Anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, i vertici dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia hanno commissariato de facto l'ANPI di Roma, defenestrando il suo Presidente. La “colpa” dell'ANPI di Roma e del suo Presidente è stata quella di non sottostare ai diktat politici dei rappresentanti della Brigata Ebraica, ossia di una componente delle truppe coloniali britanniche, composte da colonizzatori ebrei della Palestina, che ebbero un ruolo marginale nella lotta di liberazione antifascista italiana, ma la scaltrezza di saltare sul “carro dei vincitori” nelle ultime settimane del conflitto mondiale.

Chi minaccia chi. La memoria corta di chi ha la coscienza sporca

A seguito della voluta confusione concepita sugli organi di stampa crediamo siano utili alcune ulteriori precisazioni in merito alle nostre posizioni. L’antifascismo non si può racchiudere dentro recinti ideologici che servono solo a mascherare opportunismi di oggi. Noi ci rifacciamo a quanto l’ANPI affermava nel suo primo Congresso svolto a Roma tra il 06 ed il 09 dicembre del 1947: «l’antifascismo deve essere inteso come lotta contro chi minaccia le libertà individuali, nega la giustizia sociale e discrimina i cittadini». Per noi quindi schierarsi al fianco di tutti i popoli che lottano per le libertà individuali, per la giustizia sociale e contro la discriminazione è un atto doveroso ed inevitabile.

Solidarietà alla compagna Khalida Jarrar del FPLP arrestata dall'esercito sionista

Nella mattinata di giovedì 2 aprile le forze dell'esercito di occupazione sionista hanno arrestato a Ramallah la compagna Khalida Jarrar, membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, avvocato e deputata del Palestinian Legislative Council. Khalida è inoltre membro della Commissione Nazionale Palestinese per il Tribunale penale internazionale. Basta questo, nella Palestina occupata, per essere sequestrati dalla propria abitazione, circondati da oltre sessanta soldati israeliani e diversi cecchini appostati nei dintorni.

Le verità storiche e inconfessate del collaborazionismo sionista con l'antisemitismo nazifascista

Il presente lavoro di approfondimento storico e politico si è reso necessario a fronte dei ripetuti assalti alla ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo, condotta dall'Ambasciata d'Israele tramite le frange sioniste e più aggressive delle comunità ebraiche in Italia. Negli ultimi anni, infatti, si sono moltiplicati i tentativi, diretti e indiretti, di queste agenzie di manipolare la Storia, tentando di piegarla alla propria agenda politica e istituzionale. Con un duplice obiettivo: riscrivere gli avvenimenti storici in modo da “intestarsi” una tappa cruciale, espropriandola dei suoi contenuti politici di classe e antifascisti, sostituendoli con una memoria parziale ed esclusiva per le vittime ebree, escludendo tutte le altre vittime dei campi di concentramento (prigionieri politici, cittadini sovietici, altre minoranza etniche, religiose e sessuali, etc) e, di conseguenza, far lavorare questa “nuova” narrazione con lo scopo di legittimare l'Entità sionista e la sua politica colonialista e di Apartheid contro gli arabo-palestinesi.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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