Medio Oriente

PALESTINA: INDIVISIBILE, MULTIETNICA E ANTISIONISTA

Giorno dopo giorno assistiamo al continuo intensificarsi dell'aggressione e della repressione sionista contro il popolo palestinese, da Gerusalemme a Gaza, dai territori del '48 alla Cisgiordania fino nella diaspora. Gli ultimi progetti di legge presentati dal governo Netanyahu che definiscono Israele "Stato della nazione ebraica", la continua requisizione di case e l'implementazione delle colonie a Gerusalemme, la demolizione delle case dei martiri, le leggi volte a ritirare la cittadinanza a chi semplicemente sventola una bandiera palestinese, le forti restrizioni imposte alla moschea di Al-Aqsa, non sono altro che il proseguimento del piano di colonizzazione e pulizia etnica avviato nel 1917 volto a estirpare i Palestinesi dalla propria storia e terra. Nella “Grande Israele” non c'è posto per i palestinesi e non c'è mai stato, chi crede che i sionisti riconosceranno un vero Stato Palestinese è ingenuo o complice!

Campagna "NO EXPO - NO ISRAELE"

Grandi multinazionali e stati asserviti ai loro interessi che, attraverso guerre di rapina delle risorse dei popoli e di sfruttamento, si presenteranno come “i salvatori” dell'umanità. L'Expo oltre ad essere un'opera già di per sé conveniente alla devastazione dei territori, alla connivenza con le mafie e per lo spudorato ricorso al lavoro precario super-sfruttato, lo è ancora di più per l'ulteriore inganno che rappresenta.

Riflessioni sulla "questione sionista"

«Alle spalle del verde villaggio giordano di Karameh, la terra si alza in impervie colline pietrose dove un campo profughi Palestinese era il quartier generale dei combattenti rivoluzionari palestinesi. Nel marzo del 1968 la forza d’assalto israeliana, nelle prime nebbie del mattino, marciò su Karameh decisa ad eliminare in poche ore lo zoccolo duro della resistenza palestinese. Prima di mezzogiorno tutto era distrutto, ma quelle bande di combattenti armati alla leggera e del loro coraggio furioso, non cedettero ed Israele dovette ritirarsi velocemente, abbandonando veicoli e carri armati. In poche ore la notizia della battaglia si diffuse ovunque e tutti i giovani del mondo cominciarono ad indossare le Kefie quadrettate palestinesi, come simbolo della rivoluzione e della forza dei deboli.»

da "Ogni mattina a Jenin" di Susan Abulhawa

Alcune riflessioni sulla "Riconciliazione"

Il gran parlare oggi sull'intesa Al Fatah/Hamas dimostra quanto sia importante davvero arrivare ad un accordo, qualsiasi, che permetta alle due parti di uscire dalla pericolosa situazione che le travolge. Tutti parlano dell'intesa come l'unico processo raggiungibile. Al momento il documento firmato non rispecchia minimamente le richieste della piazza palestinese per arrivare all'unità nazionale. Quel che è stato firmato pone solo una tregua alle ostilità guerreggiate tra entrambi gli schieramenti.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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