anticapitalismo

Alcune riflessioni sul 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo

All'indomani del 25 Aprile dello scorso anno lo avevamo preannunciato pubblicamente: sarebbe stata l'ultima volta che agli sgherri dello Stato sionista fosse stato consentito di aggredire le bandiere della Resistenza arabo-palestinese durante le celebrazioni della Liberazione. Una decisione divenuta vincolante, dopo l'ennesimo massacro perpetrato dai bombardamenti israeliani su Gaza nella scorsa estate che ha provocato 2.200 morti e 10.800 feriti, di cui molti bambini. Uno scontro che, il 25 Aprile, si è materializzato soprattutto in due piazze italiane: Roma e Milano.

Chi minaccia chi. La memoria corta di chi ha la coscienza sporca

A seguito della voluta confusione concepita sugli organi di stampa crediamo siano utili alcune ulteriori precisazioni in merito alle nostre posizioni. L’antifascismo non si può racchiudere dentro recinti ideologici che servono solo a mascherare opportunismi di oggi. Noi ci rifacciamo a quanto l’ANPI affermava nel suo primo Congresso svolto a Roma tra il 06 ed il 09 dicembre del 1947: «l’antifascismo deve essere inteso come lotta contro chi minaccia le libertà individuali, nega la giustizia sociale e discrimina i cittadini». Per noi quindi schierarsi al fianco di tutti i popoli che lottano per le libertà individuali, per la giustizia sociale e contro la discriminazione è un atto doveroso ed inevitabile.

Appello: per un 25 Aprile di Liberazione e antisionista!

Il 25 Aprile di settanta anni fa, con l'insurrezione di Milano e di altre città italiane, si concludeva la lotta di Liberazione del popolo italiano contro il fascismo e l'occupazione nazista. La gran parte delle città e delle province italiane, dopo l'otto settembre, veniva liberata dal popolo in armi. Quest’anno il 25 Aprile cade in una situazione dove i venti di guerra sono impetuosi, fin dentro l’Europa, come dimostra l'aggressione occidentale all'Ucraina. Il fronte imperialista Usa, Ue e Israele rappresenta il principale nemico dei popoli, mentre la straordinaria tenacia della Palestina fa da esempio alle lotte che hanno origine ovunque questi predatori mettano le loro mani: una granitica trincea di resistenza che rafforza e alimenta tutte le altre.

PALESTINA: INDIVISIBILE, MULTIETNICA E ANTISIONISTA

Giorno dopo giorno assistiamo al continuo intensificarsi dell'aggressione e della repressione sionista contro il popolo palestinese, da Gerusalemme a Gaza, dai territori del '48 alla Cisgiordania fino nella diaspora. Gli ultimi progetti di legge presentati dal governo Netanyahu che definiscono Israele "Stato della nazione ebraica", la continua requisizione di case e l'implementazione delle colonie a Gerusalemme, la demolizione delle case dei martiri, le leggi volte a ritirare la cittadinanza a chi semplicemente sventola una bandiera palestinese, le forti restrizioni imposte alla moschea di Al-Aqsa, non sono altro che il proseguimento del piano di colonizzazione e pulizia etnica avviato nel 1917 volto a estirpare i Palestinesi dalla propria storia e terra. Nella “Grande Israele” non c'è posto per i palestinesi e non c'è mai stato, chi crede che i sionisti riconosceranno un vero Stato Palestinese è ingenuo o complice!

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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