Articoli e Analisi

Regali di terra

A ridosso della Giornata Internazionale ONU per la Palestina, la quasi “ex” Amministrazione presidenziale USA sotto scacco interno per la sua stessa politica estera contraddittoria, anche per non aver seguito alla lettera i diktat sionisti per l’area mediorientale e nell’estremo tentativo di salvarsi l’osso del collo di fronte al plotone d’esecuzione - anch’esso sionista - sul suo impeachment, ha tirato fuori l’ennesimo coniglio dal cappello delle “magie” manipolatrici. Dopo Gerusalemme e il Golan siriano eccola presentarsi col nuovo regalo all’Apartheid israeliano: il riconoscimento delle colonie “ebraiche” nella Palestina occupata dal 1967.

Neanche si è rappreso il sangue sulle strade dall’ultima aggressione sionista contro la Striscia di Gaza che il (quasi) dimissionario Pompeo, (in)degno compare del malfattore Trump, ha fatto l’annuncio del “regalino”, nel malcelato tentativo di titillare l’elettorato evangelico-sionista e riposizionarlo in proprio favore dopo i dissidi sul presunto “ritiro” dalla Siria; in vista della campagna elettorale del prossimo anno nella quale, insieme al suo padrino, cercherà di mettersi al riparo da eventuali disavventure giudiziarie, infrattandosi dietro l’immunità congressuale e presidenziale che ne vorrebbero derivare. Berlusconi’s style, docet.

Ça va sans dire che i “regalini” trump-pompeiani alla propria lobby di riferimento, come i precedenti, sono impropri sia dal punto sostanziale che formale. Come propria consuetudine politica imperialista, gli USA stanno regalando territorio non proprio, oltretutto ignorando palesemente che sul tema della illegalità delle colonie “ebraiche” in Palestina è già stato abbondantemente palesato e codificato a livello internazionale anche dalla stessa ONU, notoriamente benevola e ben disposta rispetto all’Asse sionista USA-Israele.

In questo senso cogliamo anche l’occasione, nuovamente, di denunciare il silenzio complice dello Stato italiano che se da un lato grida allo scandalo, in particolar modo la sua componente “sinistra”, quando non viene “correttamente” recepita in senso pro-sionista la nuova Commissione parlamentare Segre “contro l’odio”, dall’altro lato si astiene vergognosamente - come il resto di tutti gli altri paesi NATO - in sede ONU nella votazione per “Combattere la glorificazione del Nazismo, neo-Nazismo e altre pratiche che contribuiscono a incitare contemporanee forme di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia a collegata intolleranza”.

Un infame e manipolatorio doppio standard imperialista che, sempre più, grida vendetta.
 


Riportiamo di seguito un comunicato dei Giovani palestinesi d'Italia:

Gli USA, i grandi alleati d’Israele

La storia, ci ricorda che gli USA sono stati da sempre grandi alleati di Israele, ne è la prova l’esistenza di un organo sionista come l’AIPAC (American Israel Public Affairs Commitee) i cui membri esercitano una grande influenza sull’intera politica statunitense; ma mai come oggi, un governo americano si era spinto tanto verso questo senso così esplicitamente.

L’ago della bilancia della politica adottata da Donald J. Trump, infatti, fin dal suo insediamento nella Casa Bianca, è stato palesemente pendente verso l’establisment israeliana. In quattro anni l’amministrazione Trump ha cinicamente favorito il governo israeliano dissetando le ambizioni sioniste tramite sconsiderati provvedimenti, in totale contrasto alle leggi internazionali delle Nazioni Unite, volti ad ostacolare e aggredire ogni forma d’ indipendenza della popolazione palestinese e dello Stato che questa reclama da oltre 70 anni. Qui sotto ricordiamo alcuni di questi.

A cura dei Giovani Palestinesi d’Italia

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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