Articoli e Analisi

Intervista al compagno palestinese Fouad Daher

Di seguito una breve intervista a Fouad Daher, compagno palestinese che vive nei campi profughi in Libano, in prima fila, negli ultimi mesi, nella lotta contro la diffusione dell'epidemia tra i palestinesi in esilio.

Rispetto al coronavirus, nei campi profughi in Libano, quali sono i problemi e come si stanno organizzando i compagni per risolverli?

Conosciamo tutti la realtà difficile della nostra gente e della sua vita in Libano. Il coronavirus è una questione grave per noi, viste le condizioni dei campi, la densità di popolazione e l'ambiente che non è attrezzato per tale problematica. Però siamo stati pronti a prendere precauzioni preventive: abbiamo iniziato programmi di consapevolezza ambientale, campagne di sterilizzazione e realizzato barriere all'ingresso dei campi per misurare la febbre e disinfettare chi vi entra.

Purtroppo abbiamo registrato quattro casi all'interno di uno dei campi, portati da una signora a quattro suoi parenti, individuati attraverso un esame casuale condotto dal Ministero della Salute libanese, che ha costretto l'UNRWA (l'agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi, ndt) a fornire un posto per la quarantena, trasformando ad hoc una scuola del campo. Noi stessi abbiamo condotto una manifestazione per rivendicare all' UNRWA che il centro venisse dotato di veri e propri letti, visto che era dotato solo di un materasso a terra. Successivamente l'UNRWA ha attrezzato il centro di formazione professionale situato tra Beirut e Sidone e spero che non ne avremo bisogno.

Qual'è la situazione dei prigionieri palestinesi rispetto all'epidemia?

Per quanto riguarda il nemico sionista, esso è il peggior virus che ha colpito nostro popolo. I sionisti hanno cercato di trasmettere ai nostri eroi prigionieri – i prigionieri della libertà - attraverso i loro soldati infetti il coronavirus. I prigionieri si sono rifiutati di mangiare cibo che temevano infetto, si sono rifiutati di andare nei cortili delle prigioni, durante l'ora d'aria, per evitare il contatto con i soldati infetti. Noi, qui in Libano, abbiamo effettuato una manifestazione per sostenerli e presentato note alla Croce Rossa Internazionale, affinchè si intervenga per proteggere i prigionieri, sperando che nessun caso venga registrato tra loro. Nel caso in cui il nemico sionista trasmetta deliberatamente il virus ai nostri prigionieri, diremo al nemico che si è aperto le porte del fuoco infernale. Difenderemo i nostri prigionieri con il nostro sangue a tutti i costi!

Cosa ci puoi dire della lotta palestinese in questi tempi di pandemia globale?

Il virus si sta diffondendo velocemente in tutto il mondo e siamo al settantaduesimo anniversario della catastrofe (Al Nakba), quando le bande sioniste occuparono la prima parte della Palestina e dichiararono il loro cosiddetto "stato di Israele". Nonostante il passare del tempo siamo ancora attaccati alla nostra terra e alla resistenza contro l'entità sionista. Continueremo fino alla liberazione e al ritorno nella nostra madrepatria.

Sì, la memoria della Nakba arriva in circostanze difficili, ma siamo abituati alle difficoltà e il nostro obiettivo è quello di liberare la Palestina dall'occupazione e di affrontare il progetto sionista nel suo complesso, che è più ampio dell'occupazione della Palestina. Pertanto, dobbiamo unire tutti gli sforzi per sradicare questo cancro sionista piantato nel cuore del mondo arabo, che è molto più pericoloso del coronavirus. Le persone libere del mondo si uniscano e sostengano il nostro popolo a livello internazionale, perché la causa del popolo palestinese riguarda tutti i popoli del mondo e la nostra causa è la vostra causa.

Non bisogna negoziare con l'occupante, bensì puntare sulla resistenza, l'unica via per liberare la Palestina. Bisogna porre fine alle divisioni e sviluppare una strategia basata sulla resistenza popolare. L'unità fa la forza e il nostro popolo è pronto al sacrificio.

In conclusione, la nostra risposta allo slogan di Golda Meir quando ha detto dei palestinesi: gli adulti muoiono e i bambini dimenticano. Noi diciamo invece, gli adulti muoiono, ma i giovani si aggrappano e resistono.
Evviva la Palestina! Gloria ai martiri e pronta guarigione ai feriti! Libertà per i nostri valorosi prigionieri!

Il vostro compagno Fouad Daher
14/5/2020
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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