Articoli e Analisi

Gaza 2014: la Stalingrado del XXI° secolo...

“Fame e macerie sotto i mortai
Come l'acciaio resiste la città
Strade di Stalingrado di sangue siete lastricate
Ride una donna di granito su mille barricate...
Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa
D'ora in poi troverà Stalingrado in ogni città”

L'eroica resistenza palestinese nella Striscia di Gaza, rimanda all'epopea sovietica di Stalingrado di fronte all'invasione nazista. Una terribile e accanita lotta, che oppone le brigate partigiane palestinesi ai Merkava sionisti, così come allora i partigiani e i soldati sovietici si opposero ai Panzer tedeschi. Una guerra senza esclusione di colpi, fatta di bombardamenti aerei e lancio di razzi, cannoneggiamenti e RPG, sviluppata sopra e sotto il suolo, con feroci corpo a corpo, dove il coraggio fa la differenza tra colonizzatore e colonizzato. Un tipo di guerra in cui la vigliaccheria del meglio armato si infrange contro l'eroismo del più motivato. L'oppresso.

Ciò che sta avvenendo a Gaza in questi giorni è la rappresentazione plastica della superiorità strategica della lotta di popolo contro l'aggressione imperialista. Al momento 700 morti e 4.000 fra i palestinesi, di cui la maggioranza bambini, donne e civili inermi. Dall'altra una quarantina di morti e circa 250 feriti dalla parte israeliana, di cui il 90% militari. Sta in queste cifre la differenza morale tra invasori e resistenti. Nonostante le rocambolesche e pilatesche prese di posizione della diplomazia internazionale, filosionista, i fatti hanno la testa dura.

I partigiani palestinesi, con coraggio, colpiscono soprattutto le forze militari occupanti, rischiando la vita in prima persona.

I sionisti, vigliaccamente, bombardano dal cielo, da terra e da mare indiscriminatamente, dilaniando i civili, pur di mettere più distanza possibile tra se stessi e i nemici, di cui temono l'ardimento. Qualunque sia l'epilogo militare, politicamente e moralmente la battaglia di Gaza ha già il suo vincitore: la Resistenza e il popolo palestinese che la sostiene. Per quanto possa essere manipolatoria la disinformazione di guerra sionista, i fatti rimangono tali. I sionisti israeliani, così come quelli occidentali e arabi, non possono negare l'evidenza.

Il luogo più densamente popolato al mondo trasformato nella sua più grande prigione a cielo aperto della storia, resiste stoicamente di fronte al massacro, reagendo anziché sottomettersi. Due milioni di palestinesi stanno mettendo le membra di bambini, donne, anziani e partigiani, sul piatto della storia: rivendicando libertà e dignità. Rifiutano tregue ingannevoli, rifiutano la lenta agonia di fronte all'eroica morte. Segnando un punto di non ritorno morale e culturale, che è di esempio agli altri popoli. A fronte delle tonnellate di tritolo, fosforo, cluster bomb imbottite di freccette dilanianti, sparate senza scrupolo tra la popolazione civile palestinese, è bastato un piccolo razzo che ha centrato un edificio nei pressi dell'Aeroporto Ben Gurion, per bloccare i voli internazionali verso la Palestina occupata. Svelando che quella sionista è solo una tigre di carta, dalle sembianze imbattibili, ma intrinsecamente fragile.

La similitudine tra nazisti e sionisti è inequivocabile. Resa ancora più drammatica dal fatto che storicamente alle comunità ebraiche d'Europa furono applicati trattamenti e rappresaglie molto simili a quelle che, oggi, i loro razzisti e correligionari nipotini israeliani stanno applicando alla popolazione palestinese. Per ogni soldato nazista ucciso dovevano essere uccisi 10 civili. In Palestina, oggi, la proporzione è peggiore: di 15 civili per ogni soldato sionista. Un'infamia storica che si ripete, permessa dalle connivenze e ipocrisie internazionali, di cui ONU e governo italiano sono tra i più ignobili.

Nonostante la distruzione e il sangue innocente versato, la battaglia di Gaza sta cambiando l'equazione mediorientale. D'ora in avanti a quelle latitudini ci sarà ancora meno spazio di agibilità per il colonialismo. E' giunta l'ora di ricacciare il razzismo sionista nelle fogne storiche da cui proviene, dandogli la caccia e limitandogli l'agibilità politica, economica e culturale anche nella metropoli imperialista, dove si sente più a suo agio e protetto da politicanti e mercanti, sempre pronti ad asservirsi al miglior offerente.

“Sulla sua strada infuocata la bandiera sionista lo sa
D'ora in poi troverà Striscia di Gaza in ogni città...”

ONORE ALLA EROICA RESISTENZA PALESTINESE!
CONTRO IL SIONISMO INTERNAZIONALE!
FINE DELL'ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA!

Fronte Palestina

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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