Appelli e Comunicati

Per un 25 Aprile antifascista, antisionista e antimperialista!

CONTRO IL RAZZISMO E L’APARTHEID

Come realtà pro-Palestina e antisioniste, anche quest’anno aderiamo alla manifestazione indetta dall’ANPI a Roma per il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, e invitiamo tutte le forze politiche e sociali democratiche, antifasciste e anticapitaliste ad una mobilitazione unitaria con contenuti internazionalisti, antisionisti e antimperialisti, la cui portata è ancora più ampia alla luce dell’attuale situazione interna e internazionale.

Proprio in occasione di questa ricorrenza vorremmo sottolineare che Il razzismo è effetto del sistema capitalistico in crisi, che costringe le classi subalterne a una guerra fratricida alimentata dalla retorica neofascista e reazionaria delle forze politiche padronali. Con la nostra presenza, quindi, vogliamo lottare contro tutte le moderne discriminazioni razziste, di genere, xenofobe, e contro il nuovo schiavismo, per il diritto all’accoglienza e alla cittadinanza. Capofila di questa dinamica reazionaria va riconosciuta l’Occupazione e la colonizzazione sionista della Palestina, con la sua famigerata “Legge sulla Nazionalità”, attualmente adottata dallo stato sionista, che, unico al mondo, ha legiferato e formalizzato la discriminazione della popolazione in base al credo religioso, imponendo a milioni di arabo-palestinesi il Regime di Apartheid nella propria terra.

Sempre in questa ottica la junta israeliana sta lanciando una massiccia campagna politica e mediatica per l’equiparazione dell’Antisionismo all’Antisemitismo, manipolando la cosiddetta opinione pubblica, nel tentativo di confondere la critica politica al Sionismo con la discriminazione antisemita, di cui lo stesso regime sionista si macchia ai danni del popolo arabo-palestinese, semita per definizione.

Questo tentativo sta alla base della volontà di criminalizzazione del movimento popolare di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) e della mobilitazione contro le politiche di Apartheid e di colonizzazione, come avvenuto nella recente inchiesta avviata a Milano contro i contestatori dello Stato sionista proprio nella manifestazione dello scorso 25 Aprile.

Ribadiamo che la Festa della Liberazione dal nazifascismo non può essere ridotta a una celebrazione rituale, ma è un’occasione per rinsaldare i vincoli di solidarietà internazionalista e di classe e attualizzare i valori della lotta partigiana in un contesto storico come quello attuale, in cui la guerra e l’aggressione imperialista a guida NATO colpiscono dall’area mediorientale a quella dell’America Latina (come in questo preciso momento dimostra l’attacco al Venezuela).

Per questo proponiamo una partecipazione al corteo dagli inequivocabili contenuti internazionalisti, nel sostegno alle resistenze popolari che si battono contro l’imperialismo e nella solidarietà di classe senza frontiere, contestando la partecipazione dell’Italia alle aggressioni.

Per questi motivi invitiamo tutti e tutte a partecipare unitariamente alle celebrazioni del 25 aprile 2019, a Roma e nel resto d’Italia. Porteremo la bandiera della Palestina e di tutte le Resistenze metropolitane e internazionali, contro gli invasori, gli oppressori e gli sfruttatori dei nostri tempi!

Primi firmatari:
Forum Palestina, Fronte Palestina, Comitato “Con la Palestina nel Cuore”, Comitato “Per Non Dimenticare Sabra e Chatila”, Comitato “Per Non Dimenticare il Diritto al Ritorno”, CIP Alessandrino, CIRC Internazionale, PCI Fed. di Roma, Rete dei Comunisti, Eurostop, JVP Sri Lanka comitato in Italia, UMANGAT- Migrante Rome, USB, Rete "NO WAR", ISM Italia, G.A.M.A.D.I., Lista "NO NATO", Spazio Sociale "Roberto Scialabba", Comunità palestinese di Roma e del Lazio, UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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