Appelli e Comunicati

Costruiamo insieme un 25 aprile di lotta

Contro fascismo e sionismo, al fianco della resistenza palestinese!

A sostegno delle lotte di resistenza a Milano e in tutto il paese,
contro la reazione e la repressione che avanza.

La Grande Marcia del Ritorno ci mostra ancora una volta l’enorme forza di un popolo in lotta, una protesta che dal 30 marzo porta migliaia di palestinesi ogni settimana ai confini di Gaza.

Una mobilitazione soprattutto di giovanissimi e di sfruttati che si stanno battendo eroicamente con coraggio e determinazione contro la macchina di morte dell’esercito di Israele (oltre 250 assassinii e più di 21.000 feriti, molti dei quali con gravi amputazioni degli arti inferiori) e contro tutti i suoi alleati internazionali (dagli Usa all’Europa). Una partecipazione di massa che da mesi, nonostante la complicità e l’isolamento fornito dall’ANP (Autorità Palestinese), resiste e non si arrende.

La situazione a Gaza è gravissima: oltre 2 milioni di palestinesi vivono da 11 anni sotto assedio senza acqua, elettricità e servizi sanitari; a ciò si aggiungono i criminali bombardamenti israeliani che hanno fatto migliaia di vittime: l’ultimo, per fortuna respinto dalla Resistenza, è avvenuto a metà novembre distruggendo case, scuole e la più importante stazione televisiva palestinese.

Questi sono solo alcuni dei crimini sionisti che restano impuniti e che si protraggono da decenni con la totale complicità e copertura data dalla “comunità capitalistica internazionale”. L’insediamento dell’entità sionista su terra, città e villaggi di Palestina già all’indomani della Nakba non aveva generato solo una reazione naturale, ma un movimento di resistenza che si basava su principi anti-coloniali e su due concetti inscindibili: la totale liberazione della Palestina ed il diritto al ritorno dei profughi.

Negli anni si è generata la situazione attuale, perfettamente in linea con il progetto sionista di cancellazione della Palestina e dei palestinesi, grazie anche all’apparato dell’ANP disposto a negoziare “terra e confini in cambio di pace” e a scindere la lotta in varie questioni (Gerusalemme, Gaza, Territori del ’48, profughi, prigionieri, etc) frammentando sistematicamente gli obiettivi e le strategie originali, attraverso un processo che si è concluso con gli accordi di Oslo. Attualmente i palestinesi rappresentano per i sionisti il “materiale umano” sul quale sperimentare e perfezionare i prodotti dell’industria militare israeliana; la guerra permanente diventa una condizione essenziale per ottenere continui profitti, grazie ad un’offerta variegata di strumenti che portano il marchio di verificati in battaglia, garanzia di successo commerciale.

Abbiamo però coscienza che anche nei nostri territori, nelle scuole, nelle università il sionismo – e la sua ideologia razzista, colonialista e securitaria – è ben presente in diverse forme che vanno dai sistemi di controllo (vedi progetto “strade sicure” che da anni attraversa molte delle nostre metropoli) agli accordi economici fra Italia ed Israele, che hanno visto un flusso crescente di iniziative per la cooperazione scientifica, tecnologica e finanziaria.

Il governo italiano quindi è in prima fila nei rapporti commerciali con Israele e nell’operazione di legittimazione dell’entità sionista; i media nostrani, di fronte al massacro dei palestinesi, hanno fatto calare il silenzio, interrotto solo dagli slogan dei colonizzatori che cercano di spacciare questi assassinii come “diritto a difendersi”. Si tratta invece del “diritto a occupare” e del “diritto di sterminio”.

Capofila nel vergognoso sostegno all’entità sionista è Milano con in testa il sindaco Sala, che recentemente ha affermato che Israele è “l’unica realtà democratica in Medio Oriente”, quindi va sostenuta e difesa...

Certo il suo concetto di democrazia lo viviamo tutti a Milano: sgomberi e sfratti, denunce e arresti per chi lotta nei quartieri e davanti ai magazzini della logistica, riapertura del CIE di Via Corelli, aumenti dei trasporti e dei servizi. Parla di piani per le periferie e di Giambellino come quartiere del futuro mentre, per difendere la “legalità”, si associa alla provocatoria operazione poliziesca che ha portato all’arresto di compagni impegnati in quel quartiere nella lotta per la casa con l’infame accusa di associazione a delinquere. Sempre a Milano alcuni compagni del S.i. Cobas e del C.S.A. Vittoria sono stati condannati da una sentenza inaudita a pene pesantissime per aver organizzato lo sciopero davanti ai cancelli della DHL di Settala nel marzo 2015. Operazioni tese a depoliticizzare e criminalizzare le lotte.

Senza dimenticare che come responsabile di Expo 2015 ha contribuito non solo all’operazione “pulizia di faccia”, ma ha adottato anche tutte le misure e le strumentazioni sulla sicurezza e sul controllo create in Israele.

La Milano istituzionale, sotto l’ala della sinistra borghese, in primo luogo del PD, ha avuto un ruolo importante nella campagna di strumentalizzazione della Brigata Ebraica all’interno delle mobilitazioni per il 25 Aprile e creando attorno alla Shoah una vera e propria industria propagandistica. Di quale finalità si tratti lo dicono gli stessi sionisti: l’associazione “Amici di Israele” dichiara che la decisione di sfilare con la Brigata Ebraica è solo un passaggio di un percorso che deve portare allo “sdoganamento del sionismo” (testuale).

Di fronte a tutto questo pensiamo che come Fronte Palestina, assieme alle realtà di lotta nel nostro territorio, abbiamo la possibilità e la responsabilità di opporci a chi da tempo a Milano (e nel resto d’Italia) vuole trasformare il 25 Aprile in una “parata della vergogna”, dove sfilano partiti e istituzioni antipopolari e dove si cerca di dare sempre più spazio alla Brigata Ebraica, ai simboli di occupazione e repressione e a narrazioni tossiche della storia della Resistenza partigiana.

Da anni condanniamo questa ignobile presenza al corteo di Liberazione e quest’anno proponiamo di costruire la contestazione assieme alle realtà di lotta interessate, legando tra loro i temi del sionismo, del fascismo e della repressione politica; rilanciando la resistenza e la lotta al fianco di tutti i popoli che resistono contro lo sfruttamento e la guerra imperialista.

Siamo convinti che la solidarietà più efficace che possiamo costruire con la resistenza palestinese sia quella di combattere “in casa nostra” il nemico comune e le politiche fasciste e filo sioniste del governo italiano. La recente visita dello scorso dicembre di Salvini a Netanyahu è stata un perfetto inchino alle politiche colonialiste e di apartheid e mostra chiaramente, ancora una volta, la convergenza tra fascismo e sionismo.

Proponiamo un’assemblea di confronto e organizzazione per metà marzo, dove tutte le realtà di lotta saranno invitate a partecipare per essere protagonisti e costruire insieme un percorso contro le politiche di sfruttamento e repressione, partendo dalla Memoria partigiana e dalla riappropriazione del corteo del 25 Aprile.

IL 25 APRILE NON È UNA RICORRENZA
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Fronte Palestina – Milano
 

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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