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Khaled Barakat, scrittore palestinese e coordinatore internazionale della Campagna per la Libereazione di Ahmad Sa'adat, ha presentato ricorso contro l'ultimo attacco personale da parte delle autorità di immigrazione tedesche. L'ufficio immigrazione di Berlino ha infatti annunciato l'intenzione di interdire il compagno dalla Germania per quattro anni sulla base delle sue convinzioni politiche, scritti e articoli, in particolare il suo rifiuto a riconoscere il “diritto di Israele ad esistere” e il suo sostegno della campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS).

Barakat e il suo avvocato stanno combattendo nuovamente in tribunale contro il decreto, l'ultimo di una lunga serie di azioni repressive da parte dello Stato tedesco che prende di mira attivisti palestinesi e i promotori di iniziative in solidarietà con la Palestina.

Samidoun ha parlato con Khaled Barakat sulla situazione in Germania e la lotta per la liberazione della Palestina, di seguito verrà riportata l’intervista per una discussione critica di questioni fondamentali che riguardano il movimento palestinese, il razzismo e la repressione di chi lotta per una Palestina libera.

Wadie Haddad è nato nel 1927 nella città di Safad (Palestina occupata). Nel 1948, in seguito alla Nakba, fu costretto all'esilio con la sua famiglia in Libano.

È stato cofondatore del Movimento Nazionalista Arabo nel 1950 insieme a Georges Habash. Sarà quindi responsabile delle azioni armate del movimento.

Nel 1967 ha partecipato alla fondazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Dopo essere stato il suo tesoriere diventerà responsabile delle operazioni esterne. Pianificherà, tra le altre azioni, i dirottamenti per esporre al mondo la difficile situazione dei palestinesi. L'obiettivo è chiaro: "colpisci il nemico ovunque si trovi".

Per combattere la crescente influenza del FPLP e delle azioni armate palestinesi sul suo territorio, il regime reazionario giordano lancerà una grande repressione contro la resistenza palestinese (Settembre Nero) in Giordania il 12 settembre 1970.

Al suo terzo congresso nel marzo 1972, il FPLP decise di interrompere le operazioni al di fuori della Palestina occupata. In disaccordo con questa linea, Wadie Haddad è escluso dal movimento ma continuerà a condurre molte altre operazioni.

Il professor Mazin Qumsiyeh, Direttore del Museo Palestinese di Storia Naturale, il 19 marzo 2020, dalla cittadina di Beit Sahour scrive: “Perché i cittadini lasciano che i loro governi accumulino poteri da usare in benefici politici durante una crisi, poteri che violano i diritti civili, sapendo che quando la crisi sarà finita i governi non restituiranno quei diritti ai cittadini (vedi ad esempio l'atto Patriot del 2001)?

Infatti, dopo l’11 settembre, prese il via un ampio processo di riforme legislative in materia di lotta al “terrorismo” sia negli Stati Uniti, ma anche nel resto del mondo. Questi mezzi legislativi hanno inciso in modo fondamentale sulla libertà e sulla sicurezza delle persone, in nome della sicurezza nazionale. Il primo atto emesso dal congresso nei giorni successivi fu L'Usa Patriot Act (comunemente noto come Patriot Act) che è stato trasformato in legge da George W. Bush il 26 ottobre 2001. Il titolo della legge è formato da tre lettere -Usa- che precedono un acronimo di sette lettere -Patriot-, il cui senso è “unire e rafforzare l'America fornendo strumenti appropriati necessari per intercettare e ostacolare il terrorismo”. Il 26 maggio 2011, il presidente Barack Obama ha firmato l'estensione per quattro anni di tre disposizioni chiave della legge: intercettazioni telefoniche itineranti, ricerche di documenti aziendali e sorveglianza di "lupi solitari", cioè individui sospettati di attività legate al “terrorismo” senza far parte di gruppi terroristici. A causa della mancata approvazione del Congresso, alcune parti del Patriot Act sono scadute il 1° giugno 2015, ma, il giorno successivo, le stesse sono state ripristinate (es. l’autorizzazione per intercettazioni e monitoraggio dei “terroristi” e rinnovate fino al 2019.

Qualche anno fa in un volantino scritto in occasione della settimana internazionale a sostegno dei prigionieri palestinesi, dicevamo: i prigionieri sono uomini privati della libertà di muoversi, di esprimersi, di essere padroni del proprio tempo e spazio, costretti in una particolare condizione che è quella di trovarsi nelle mani del nemico. Soffrono per prima cosa a causa di queste privazioni e la sofferenza è uguale ovunque: sia che si tratti di un carcere pulito, asettico, sia che si tratti di un buco fatiscente, perché la base della prigionia è la sofferenza e da questo punto fermo il carceriere fa’ partire tutte le sfumature che distinguono la condizione. Esempio rendere difficili i contatti con avvocati, medici od altro, impedire i rapporti fra prigionieri, sospendere i colloqui con i familiari, ecc. ecc.; è importante che il soggetto prigioniero capisca che non può disporre autonomamente di sé stesso, perché qualsiasi atto banale della sua giornata, deve attendere un consenso, un permesso, un giro di chiave…in parole povere di essere un ostaggio.

NO ALLA FALSA EQUIPARAZIONE TRA ANTISIONISMO ED ANTISEMITISMO

L’Antisionismo è Resistenza alle politiche di occupazione, colonizzazione, pulizia etnica e Apartheid messe in atto dallo Stato di Israele contro gli arabi, che rappresentano la più numerosa popolazione semitica del pianeta.

L'antisemitismo nazista e fascista si basa sull'infondato e disgustoso concetto di “razza”; ed è proprio il  sionismo a tirare in ballo la razza ,  a partire dalle  leggi fondamentali dello Stato di Israele, di cui l'ultima, approvata  recentemente dal parlamento israeliano,  ribadisce che Israele è   lo Stato-nazione unicamente del popolo ebraico, negando – per legge –  il diritto di autodeterminazione a tutti i palestinesi, compreso quel quinto della popolazione di Israele che è arabo-palestinese. In termini costituzionali, Israele ha esplicitamente messo in atto un sistema legale e politico di apartheid, ancora più ampio di quello che esisteva in Sud Africa.

Diverse narrazioni tossiche sono state scritte a proposito dell’Accordo del Secolo proposto da Trump e Netanyahu. Tutte tese a riportare le varie posizioni espresse dalle Nazioni Unite, paesi arabi ecc. Tossiche perché approssimative, false o comunque che ripresentano la razzista e vergognosa proposta dei “due popoli, due stati”. Tutti nascondono l’unica verità da sempre sostenuta dai sionisti e recentemente ricordata da Netanyahu: “i palestinesi non avranno mai uno stato“.
 

Diverse narrazioni tossiche sono state scritte a proposito dell’Accordo del Secolo proposto da Trump e Netanyahu. Tutte tese a riportare le varie posizioni espresse dalle Nazioni Unite, paesi arabi ecc. Tossiche perché approssimative, false o comunque che ripresentano la razzista e vergognosa proposta dei “due popoli, due stati”. Tutti nascondono l’unica verità da sempre sostenuta dai sionisti e recentemente ricordata da Netanyahu: “i palestinesi non avranno mai uno stato“.
 

Al movimento di solidarietà con il popolo palestinese, a tutti e tutte coloro che si battono per il boicottaggio del regime razzista israeliano, a tutti e tutte le coerenti antirazziste ed antifasciste, al movimento contro la guerra imperialista e di solidarietà con i popoli oppressi...

Come forse saprete, a Milano alcuni compagni che contestarono la presenza delle bandiere israeliane al seguito dello spezzone della Brigata Ebraica nel corteo del 25 Aprile 2018 stanno subendo un procedimento penale, che li vede accusati nientedimeno che di "istigazione all'odio razziale". Il 10 marzo si terrà l'udienza preliminare a loro carico, presso il tribunale di Milano.

Al movimento di solidarietà con il popolo palestinese, a tutti e tutte coloro che si battono per il boicottaggio del regime razzista israeliano, a tutti e tutte le coerenti antirazziste ed antifasciste, al movimento contro la guerra imperialista e di solidarietà con i popoli oppressi...

Come forse saprete, a Milano alcuni compagni che contestarono lo spezzone della Brigata Ebraica al corteo del 25 Aprile 2018 (una delle iniziative della propaganda sionista) stanno subendo un procedimento penale, che li vede accusati nientedimeno che di "istigazione all'odio razziale". Il 10 marzo si terrà l'udienza preliminare a loro carico, presso il tribunale di Milano.

Noi, palestinesi, assomigliamo a dei papaveri rossi, dalla vita breve e fragile. La comunità internazionale non è impressionata dalla nostra bellezza e trascura di tutelarci. Al contrario, ci dice spesso che la nostra aspirazione alla liberazione è assurda e non può fiorire. Ciò nonostante, noi abbiamo fiducia nella nostra capacità collettiva di abbellire il versante brullo della montagna e di ispirare una primavera rivoluzionaria agli oppressi della terra”.

Lo chiamano accordo ma è l’ennesima violenza contro i palestinesi. Il cosiddetto “Accordo del secolo” tra Trump ed il governo sionista preparato da tempo, pare essere arrivato al suo punto finale. A parole tutte le fazioni palestinesi si dichiarano contrarie ed hanno organizzato una mobilitazione diffusa, la “giornata della collera”.

Noi, palestinesi, assomigliamo a dei papaveri rossi, dalla vita breve e fragile. La comunità internazionale non è impressionata dalla nostra bellezza e trascura di tutelarci. Al contrario, ci dice spesso che la nostra aspirazione alla liberazione è assurda e non può fiorire. Ciò nonostante, noi abbiamo fiducia nella nostra capacità collettiva di abbellire il versante brullo della montagna e di ispirare una primavera rivoluzionaria agli oppressi della terra”.

Lo chiamano accordo ma è l’ennesima violenza contro i palestinesi. Il cosiddetto “Accordo del secolo” tra Trump ed il governo sionista preparato da tempo, pare essere arrivato al suo punto finale. A parole tutte le fazioni palestinesi si dichiarano contrarie ed hanno organizzato una mobilitazione diffusa, la “giornata della collera”.

Il 10 marzo 2020 inizia il processo che ci vede imputati per incitamento all’odio razziale. L’imputazione riguarda la contestazione da parte di centinaia di persone nei confronti della presenza delle bandiere israeliane alla manifestazione del 25 Aprile 2018 a Milano.

Tra queste centinaia di persone il grande impegno della DIGOS e della Procura della Repubblica del Tribunale di Milano ha selezionato noi per dare corpo ad un’operazione repressiva che ha il chiaro obiettivo di falsificare la storia equiparando l’antisionismo all’antisemitismo, l’opposizione alla politica genocida di Israele nei confronti del popolo palestinese e guerrafondaia in tutto il Medio Oriente con l’antisemitismo nazifascista che portò ai campi di sterminio, in cui oltre all’Olocausto degli ebrei furono massacrati milioni di Rom, gay, comunisti, socialisti e antinazisti.

In primo luogo noi denunciamo l’assurda provocazione di essere accusati di razzismo, equiparandoci così agli attuali nazistelli antisemiti nonché grandi elettori del fascio-leghista Salvini, rivendichiamo inoltre la contestazione della presenza delle bandiere sioniste alla manifestazione del 25 Aprile come atto di solidarietà attiva alla lotta del popolo palestinese, che da quasi un secolo resiste alla feroce progressione dell’invasione e occupazione della loro terra. Aggressione colonialista che attraverso innumerevoli massacri, deportazioni e discriminazioni persegue il progetto di istituzione di uno stato confessionale ebraico in Palestina, uno stato costituzionalmente, esso sì, razzista.

Il 10 marzo 2020 inizia il processo che ci vede imputati per incitamento all’odio razziale. L’imputazione riguarda la contestazione da parte di centinaia di persone nei confronti della presenza delle bandiere israeliane alla manifestazione del 25 Aprile 2018 a Milano.

Tra queste centinaia di persone il grande impegno della DIGOS e della Procura della Repubblica del Tribunale di Milano ha selezionato noi per dare corpo ad un’operazione repressiva che ha il chiaro obiettivo di falsificare la storia equiparando l’antisionismo all’antisemitismo, l’opposizione alla politica genocida di Israele nei confronti del popolo palestinese e guerrafondaia in tutto il Medio Oriente con l’antisemitismo nazifascista che portò ai campi di sterminio, in cui oltre all’Olocausto degli ebrei furono massacrati più di un milione di Rom e migliaia di gay, comunisti, socialisti e antinazisti.

In primo luogo noi denunciamo l’assurda provocazione di essere accusati di razzismo, equiparandoci così agli attuali nazistelli antisemiti nonché grandi elettori del fascio-leghista Salvini, rivendichiamo inoltre la contestazione della presenza delle bandiere sioniste alla manifestazione del 25 Aprile come atto di solidarietà attiva alla lotta del popolo palestinese, che da quasi un secolo resiste alla feroce progressione dell’invasione e occupazione della loro terra. Aggressione colonialista che attraverso innumerevoli massacri, deportazioni e discriminazioni persegue il progetto di istituzione di uno stato confessionale ebraico in Palestina, uno stato costituzionalmente, esso sì, razzista.

Video da diffondere e condividere per ribadire a gran voce che: antisionimo non è antisemitismo!

Il 17 Gennaio, nella sala comunale del Comune di Almese, si sarebbe dovuto tenere un incontro con un attivista pacifista di Gaza, promotore della Grande Marcia del Ritorno.

Video da diffondere e condividere per ribadire a gran voce che: antisionimo non è antisemitismo!

Il 17 Gennaio, nella sala comunale del Comune di Almese, si sarebbe dovuto tenere un incontro con un attivista pacifista di Gaza, promotore della Grande Marcia del Ritorno.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna fermamente l'assassinio da parte degli Stati Uniti del generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, e Abu Mahdi al-Muhandis, vice capo delle forze di mobilitazione popolare in Iraq.

Il FPLP considera quest’assassinio sul suolo iracheno un cambiamento qualitativo dell'aggressione e della guerra che gli Stati Uniti stanno combattendo, insieme all'entità sionista, in varie forme contro il popolo della regione e le sue forze di resistenza.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna fermamente l'assassinio da parte degli Stati Uniti del generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, e Abu Mahdi al-Muhandis, vice capo delle forze di mobilitazione popolare in Iraq.

Il FPLP considera quest’assassinio sul suolo iracheno un cambiamento qualitativo dell'aggressione e della guerra che gli Stati Uniti stanno combattendo, insieme all'entità sionista, in varie forme contro il popolo della regione e le sue forze di resistenza.

Appello per una mobilitazione contro il sionismo e in solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione
A tutte/i le/i compagne/i, a tutto il movimento di solidarietà alla Resistenza palestinese, a tutte le realtà di lotta

“PROCESSIAMO IL SIONISMO”
NON SIAMO ANTISEMITI, SIAMO ANTISIONISTI!

Come sostenitori della Resistenza del popolo palestinese da moltissimi anni il 25 Aprile organizziamo un presidio in Piazza San Babila per contestare la presenza delle bandiere sioniste all’interno del corteo antifascista. Un’iniziativa che è cresciuta anno dopo anno e che i sionisti non sono mai riusciti a fermare nonostante le abituali minacce trite e ritrite, accompagnate dalle consuete accuse di antisemitismo. Come al solito supportati in questo da partiti borghesi come il PD e dai giornali nazionali sia di “sinistra” sia destra.

Appello per una mobilitazione contro il sionismo e in solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione
A tutte/i le/i compagne/i, a tutto il movimento di solidarietà alla Resistenza palestinese, a tutte le realtà di lotta

“PROCESSIAMO IL SIONISMO”
NON SIAMO ANTISEMITI, SIAMO ANTISIONISTI!

Come sostenitori della Resistenza del popolo palestinese da moltissimi anni il 25 aprile organizziamo un presidio in Piazza San Babila per contestare la presenza delle bandiere sioniste all’interno del corteo antifascista. Un’iniziativa che è cresciuta anno dopo anno e che i sionisti non sono mai riusciti a fermare nonostante le abituali minacce trite e ritrite, accompagnate dalle consuete accuse di antisemitismo. Come al solito supportati in questo da partiti borghesi come il PD e dai giornali nazionali sia di “sinistra” sia destra.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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