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In meno di 48 ore: 30 morti, 100 feriti, 400 missili lanciati, decine di raid aerei sionisti

Martedì 12 novembre all'alba, l'esercito sionista ha assassinato Bahaa Abu Al-Atta comandante delle forze armate della Jihad islamica palestinese (le Brigate Al-Quds) durante un attacco aereo a Gaza. Nell'attacco aereo è morta anche sua moglie e altri civili.

Nelle prime ore del mattino di martedì 12 novembre l’aviazione sionista ha attaccato bombardando la parte orientale della striscia di Gaza, uccidendo un leader delle Brigate Quds, il comandante Bahaa Abul Ata dell’ala militare della Jihad islamica, altri quattro palestinesi e ferendone a decine.

L’ala armata del movimento del Jihad ha affermato che Abul Ata, 42 anni, è stato ucciso in un “tentativo di assassinio codardo a al-Shujaiah”. Il comunicato ha annunciato la massima allerta in tutti i suoi ranghi e ha promesso una “rappresaglia sconvolgente”, sottolineando che “il criminale nemico pagherà per la responsabilità delle sue aggressioni”.

Con un tempismo ai limiti del black humor ieri, 9 novembre 2019, a 30 anni della caduta del Muro di Berlino, il Pentagono ha annunciato la partnership strategica con General Dynamics Corp stipulando un contratto di 731 milioni di dollari con la più importante multinazionale “dei muri” del mondo.

La General Dynamics Corp è il principale general contractor del Pentagono con un fatturato di 36 miliardi di dollari l’anno. Si occupa della videosorveglianza del confine con il Messico, l’ormai tristemente celebre muro che Trump ha eretto a simbolo della sua presidenza.

Nelle prime ore del mattino di giovedì 31 ottobre, le forze di occupazione israeliane, con oltre 70 soldati e 12 veicoli militari armati, hanno fatto irruzione nella casa a Ramallah di Khalida Jarra, leader della sinistra palestinese, femminista e parlamentare di fama internazionale, sequestrando la compagna dalla sua abitazione.

L'arresto arriva appena 8 mesi di distanza che la Jarrar era stata rilasciata dopo una detenzione amministrativa durate oltre 20 mesi.

Gli ordini di detenzione amministrativa, che prevede l’arresto senza né accuse né condanne, possono essere emessi per un massimo di sei mesi alla volta e sono rinnovabili indefinitamente. Palestinesi come la Jarrar hanno trascorso anni della loro vita in prigione con questa forma illegale di detenzione.

All'interno delle carceri sioniste la Jarrar ha svolto un ruolo di primo piano nel sostenere l'educazione delle ragazze minori detenute, organizzando lezioni sui diritti umani e preparando le allieve per gli esami obbligatori delle scuole superiori, considerando che l'autorità carceraria nega alle ragazze un insegnante.

Con una storica decisione, il Consiglio comunale di recente istituzione a Oslo, vieta l'accesso agli appalti pubblici di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani. Il divieto di merci provenienti dagli insediamenti illegali di Israele nel territorio palestinese occupato fa parte della piattaforma recentemente adottata per il 2019-2023 approvata dal Consiglio comunale di recente eletto di Oslo, guidato dalla sinistra socialista (SV), dai partiti laburista e verde.

Nonostante gli sforzi concertati di Israele e dei suoi alleati di destra in Norvegia e nel mondo per reprimere le misure di responsabilità a sostegno dei diritti dei palestinesi, Oslo, la capitale norvegese e la più grande città, è ora diventata il sesto comune norvegese, insieme a uno Consiglio provinciale, a vietare beni e servizi provenienti dagli insediamenti.

I nuovi veicoli terrestri a controllo remoto per i reparti speciali anti-terrorismo dell’Arma dei Carabinieri? Li produce in Israele una delle aziende leader nella realizzazione di soldati robot e macchine da guerra interamente automatizzate. Il 6 marzo 2019 le riviste militari specializzate israeliane hanno pubblicato il comunicato della società Roboteam di Tel Aviv in cui si annunciava la fornitura al Comando generale dell’Arma di quaranta sistemi TIGR (Transportable Interoperatble Ground Robot) con relative apparecchiature, servizi di manutenzione e formazione-addestramento del personale predisposto all’uso.

“Il valore dell’accordo è stimato in 10 milioni di dollari circa”, riportava il comunicato del tutto ignorato dai media italiani. “Il TIGR è un robot militare in grado di gestire pacchi sospetti, materiali pericolosi e raccogliere informazioni, ma possiede anche capacità avanzate di sorveglianza e osservazione diurna e notturna. Ogni veicolo da combattimento pesa circa 80 kg., è in grado di muoversi in tutti i tipi di terreno e in ogni condizione meteorologica ed è equipaggiato con due braccia che possiedono grandi libertà di movimento e di sollevamento pesi. Una componente significativa del sistema è il software che consente agli operatori di eseguire attività complesse e avanzate nei campi di battaglia”.

Ennesima aggressione imperialista alla Siria, stavolta camuffata da scontro tra turchi e curdi. In realtà dietro questa aggressione si cela la volontà di dare continuità allo smembramento dell’integrità territoriale siriana, alla sua indipendenza e al diritto sovrano di chi ci vive di autodeterminarsi e decidere sul proprio futuro.

Le condizioni di questo attacco da parte dell’esercito turco, membro permanente e secondo esercito della NATO contro i territori siriani amministrati dalle SDF. Gli alleati NATO, uniti nella volontà di smembrare la Siria, ma divisi sulle differenti porzioni di torta, sono arrivati al punto di combattersi tra di loro, producendosi nel macabro scenario della spartizione manu militari di un paese, la Siria, non in linea con gli interessi imperialisti occidentali.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) condanna fermamente l'invasione turca del territorio siriano dal confine nord della Siria. Avevamo avvertito che si sarebbe arrivati a un tentativo di occupazione, alla luce delle ambizioni turche nel territorio siriano, che non sono cessate da quando Alessandretta (Iskenderun) è stata annessa alla Turchia nel 1939.

Il FPLP ritiene che questa invasione militare coordinata con l'amministrazione statunitense non sia isolata dagli obiettivi che stavano e stanno dietro il sostegno delle forze terroristiche in Siria da parte di questi due paesi e di molti altri, al fine di indebolire lo stato nazionale siriano e danneggiarne il ruolo, la sovranità, l'integrità territoriale attraverso l'istituzione di cantoni divisi per etnie e dottrine religiose.

Molti parlano dell’occupazione della Palestina a partire dal 1967, ma Jonathan Cook, su l'Internazionale (13.09.2019) ci porta a conoscenza che tutto comincia nell’ottocento, che furono i sionisti cristiani occidentali a favorire la nascita di Israele e che oggi contano su Donald Trump per difendere il loro progetto.

Vi proponiamo l’intero articolo:

Molti parlano dell’occupazione della Palestina a partire dal 1967, ma Jonathan Cook, su l'Internazionale (13.09.2019) ci porta a conoscenza che tutto comincia nell’ottocento, che furono i sionisti cristiani occidentali a favorire la nascita di Israele e che oggi contano su Donald Trump per difendere il loro progetto.

Vi proponiamo l’intero articolo:

Circa intorno alle ore 02.00 di giovedì 19 ottobre 2019 le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione presso l'ufficio di Addameer Prisoners Support e Human Rights Association, hanno prelevato diverso materiale informatico tra cui cinque computer, alcune schede di memoria, tre memorie per laptop, una scheda per laptop, diversi libri e inoltre hanno cercato tra gli effetti personali dell'ufficio.

Questa è la terza volta che i soldati israeliani fanno irruzione nell'ufficio, la prima è avvenuta nel 2002 mentre il secondo incidente incidente risale al 2012.

Addameer afferma che queste continue incursioni non intralceranno in alcun modo i compiti che l'organizzazione si assume in difesa dei prigionieri politici palestinesi. L'organizzazione continuerà a sostenere i prigionieri palestinesi per fermare tutte le violazioni dei diritti umani che ricevono, tra cui torture, detenzioni arbitrarie e processi ingiusti.

Addameer condanna questo raid che è parte degli attacchi continui e sistematici contro le organizzazioni della società civile palestinese. Tali attacchi prendono di mira le organizzazioni che hanno un ruolo nell'affrontare le violazioni dell'occupazione e nel rivendicare la responsabilità di tali violazioni.

Circa intorno alle ore 02.00 di giovedì 19 ottobre 2019 le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione presso l'ufficio di Addameer Prisoners Support e Human Rights Association, hanno prelevato diverso materiale informatico tra cui cinque computer, alcune schede di memoria, tre memorie per laptop, una scheda per laptop, diversi libri e inoltre hanno cercato tra gli effetti personali dell'ufficio.

Questa è la terza volta che i soldati israeliani fanno irruzione nell'ufficio, la prima è avvenuta nel 2002 mentre il secondo incidente incidente risale al 2012.

Addameer afferma che queste continue incursioni non intralceranno in alcun modo i compiti che l'organizzazione si assume in difesa dei prigionieri politici palestinesi. L'organizzazione continuerà a sostenere i prigionieri palestinesi per fermare tutte le violazioni dei diritti umani che ricevono, tra cui torture, detenzioni arbitrarie e processi ingiusti.

Addameer condanna questo raid che è parte degli attacchi continui e sistematici contro le organizzazioni della società civile palestinese. Tali attacchi prendono di mira le organizzazioni che hanno un ruolo nell'affrontare le violazioni dell'occupazione e nel rivendicare la responsabilità di tali violazioni.

Il dipartimento del servizio carcerario sionista, domenica pomeriggio riferisce del martirio di un prigioniero palestinese di Nablus nell’ospedale sionista “Assaf Harovi”.

Il dipartimento del servizio carcerario sionista, domenica pomeriggio riferisce del martirio di un prigioniero palestinese di Nablus nell’ospedale sionista “Assaf Harovi”.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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