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La Palestinian Prisoners ‘Society (PPS) ha riferito martedì che un detenuto palestinese della città di Beit Fajjar, a sud della città di Betlemme, in Cisgiordania, è morto in isolamento nella prigione israeliana di Nitzan.

La PPS ha detto che il detenuto, Nasser Majed Taqatqa, 31 anni, è stato arrestato dai soldati israeliani il 19 giugno 2019 ed è stato interrogato da allora. Questo era il suo primo arresto da parte dell’esercito.

Altri tre prigionieri palestinesi hanno lanciato uno sciopero della fame il 1 ° luglio 2019, unendosi ad altri otto che già rifiutano i pasti in segno di protesta. Mohammed Nidal Abu Aker e Mohammed Attia Hassanat, entrambi del campo profughi di Dheisheh vicino a Betlemme, e Huzaifa Halabiya di Abu Dis a Gerusalemme hanno iniziato uno sciopero della fame contro la loro detenzione amministrativa in Israele, la reclusione senza accusa né processo. Tutti e tre sono detenuti nella prigione del deserto del Negev senza accuse e senza processo, sulla base di prove segrete.

Si uniscono così a molti altri prigionieri palestinesi  in sciopero della fame contro la detenzione amministrativa. Jafar Ezzedine, 48 anni, ex scioperante della fame di lungo corso, e Ihsan Othman, 21 anni, hanno iniziato lo sciopero della fame il 16 giugno e il 18 giugno. Ezzedine ha lanciato il suo sciopero dopo che avrebbe dovuto essere rilasciato da una condanna di cinque mesi nel carcere israeliano, ma è stato invece trasferito in altro carcere senza accusa né processo; Othman ha cominciato il suo sciopero due giorni dopo. Studente dell’Università Al-Quds, la sua reiterata detenzione gli ha impedito di laurearsi.

Abbiamo scritto più volte che riguardo la Palestina vige da sempre una narrazione sionista entrata nella testa di ampi gruppi, a volte pure tra quanti dicono di comprendere la necessità di uno stato per i palestinesi (un processo di colonizzazione sionista della palestina). Lo abbiamo denunciato e ribadito più volte.

Recentemente ci è capitato di riprendere in mano alcuni ritagli de Il Manifesto che avevamo tenuto da parte, si tratta di due scritti apparsi nella rubrica “Lettere”, quella del 27 aprile 2019 di Guido Viale dal titolo “La contestazione alla Brigata Ebraica a Milano” e quella del 30 aprile 2019 dove viene pubblicata la lettera di Marco De Luca dal titolo “Abbiamo aiutato la causa palestinese?”.

Gli autori del genocidio palestinese, della Pulizia Etnica del popolo palestinese, nascondendosi dietro “l’industria della Shoah”, non sanno capacitarsi che i popoli rifiutino i loro ricatti.

I media in molti paesi tra cui Spagna, USA, Francia e Germania dove i sionisti sono padroni dei grandi giornali, di conseguenza i direttori pagati per organizzare veri e propri killeraggi verso chi sostiene la sacrosanta Lotta di Liberazione del popolo palestinese, conducono vere e proprie campagne violente e denigratorie mischiando falsità e immaginarie ricostruzioni, che nulla hanno a che fare con la realtà, ma avendo ben imparato la lezione da un loro maestro che diceva “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, continuano a ripetere frasi e concetti campati in aria, affinché questi diventino realtà almeno per una parte della popolazione.

Le prigioniere palestinesi detenute nel carcere di Damon hanno consegnato una lettera ufficiale all'amministrazione carceraria israeliana per informare della loro intenzione di lanciare uno sciopero della fame a partire dal 1° luglio se le loro richieste non verranno prese in considerazione.

In una dichiarazione, l'ex prigioniera Mona Qa'adan ha annunciato che 13 prigioniere avrebbero lanciato lo sciopero, guidate dalla rappresentante delle prigioniere di Damon, Yasmin Shaaban. Alla protesta di uniranno altre donne detenute che scontano lunghe condanne come Shorouq Dwayyat, Amal Taqatqa, Nurhan Awad e Malak Salman. Inoltre ha dichiarato che tutte le donne prigioniere sono pronte a unirsi allo sciopero.

Donald Trump, alias don Vito Corleone: “un'offerta che non puoi rifiutare”.

Martedì 07 maggio 2019, il quotidiano israeliano Israel Hayom, molto vicino al primo ministro Benjamin Netanyahu, ha pubblicato alcuni dettagli del "Piano del Secolo" di Trump.

Quello della popolazione palestinese rappesenta il caso di esodo forzato più numeroso e più a lungo irrisolto della storia moderna.[1] I rifugiati e gli sfollati interni (Internally Displaced People) palestinesi ammontano oggi a 8,7 milioni e costiuiscono oltre il 66 per cento della popolazione palestinese mondiale.[2] Nonostante questi numeri, e' sempre mancata nell'arena internazionale la volontà di affrontare e porre rimedio a questa drammatica situazione.  Nessun organismo internazionale ne' tantomeno la comunità internazionale ha mai implementato misure volte al raggiungimento di una soluzione giusta e duratura al flagello di questa perdurante Nakba (catastrofe) conformemente a quanto stabilito dal dritto internazionale.[3]

“Vi chiedo di rimanere gli stessi
per quelli che sono in esilio e quelli che sono rimasti.
Il tempo passa e se tornassi a casa mia
La dipingerei di hennè per i miei cari”

(Canzone palestinese)

La gente chiama “la catastrofe, la creazione di Israele, il 15 maggio 1948. Commemoriamo la Nakba del 1948 (in arabo catastrofe) rimarcando con forza il Diritto al Ritorno per ogni palestinese che voglia ritornare nella propria terra, perché è la speranza del ritorno ciò che ha permesso alle masse dei rifugiati di resistere alla propria crisi d'identità ed è quella che mantiene la determinazione alla lotta e al sacrificio.

Sono trascorsi 71 anni da quei giorni sanguinosi del 1948 ma i tragici avvenimenti di allora segnano ancora la vita di milioni di palestinesi. Per noi ricordare la Nakba non è solo una ricorrenza per onorare le vittime, commemorare la Nakba significa anche sostenere oggi la Resistenza e l'unità di tutto il popolo palestinese, della Cisgiordania, di Gaza, di Gerusalemme, dei territori del '48 e della diaspora, ma significa anche ricordare i prigionieri, poiché la loro liberazione rappresenta uno dei punti cardine su cui si uniscono le forze della Resistenza. Il popolo palestinese seppe presto alzarsi e combattere per riprendere ciò che gli era stato sottratto con la forza.

Ma la pulizia etnica fu progettata ed attuata a partire dal Congresso Sionista Mondiale tenutosi a Basilea nel 1897, durante il quale fu proposta per la prima volta l’idea di costituire uno Stato in Palestina. I rabbini di Vienna inviarono due loro rappresentanti per verificare se il paese fosse adatto a questa impresa; le due persone sintetizzarono il risultato delle loro esplorazioni in questo telegramma: “la sposa è bella, ma sposata a un altro uomo”. Con disappunto avevano scoperto che la Palestina, sebbene avesse tutti i requisiti per diventare lo Stato ebraico che i sionisti desideravano, non era, come lo scrittore Israel Zangwill ebbe più tardi ad affermare, “una terra senza un popolo per un popolo senza terra”.

Siamo tra gli organizzatori del presidio che ogni 25 Aprile contesta la presenza delle bandiere israeliane nel corteo che commemora la Liberazione dal nazi-fascismo ed abbiamo scritto per il lungo e per il largo che non intendiamo contestare la Brigata Ebraica in se, ma le bandiere sioniste presenti. Come si può leggere nei nostri documenti facciamo anche una precisa critica alla Brigata Ebraica proprio per il suo ruolo, che non è quello di aver contribuito a “salvare l’Italia”, quanto quello di aver partecipato alla Nakba, ovvero alla cacciata dei palestinesi dalla loro terra con massacri inenarrabili, stupri di donne, omicidi di minori.

In questi anni sono stati molti gli onesti intellettuali che hanno scritto la verità sulla Brigata Ebraica, così come altri disonesti che han voluto distorcere volutamente la verità, oppure semplicemente han fatto finta di non saperla, purtroppo anche all’interno dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Siamo tra gli organizzatori del presidio che ogni 25 Aprile contesta la presenza delle bandiere israeliane nel corteo che commemora la Liberazione dal nazi-fascismo ed abbiamo scritto per il lungo e per il largo che non intendiamo contestare la Brigata Ebraica in se, ma le bandiere sioniste presenti. Come si può leggere nei nostri documenti facciamo anche una precisa critica alla Brigata Ebraica proprio per il suo ruolo, che non è quello di aver contribuito a “salvare l’Italia”, quanto quello di aver partecipato alla Nakba, ovvero alla cacciata dei palestinesi dalla loro terra con massacri inenarrabili, stupri di donne, omicidi di minori.

In questi anni sono stati molti gli onesti intellettuali che hanno scritto la verità sulla Brigata Ebraica, così come altri disonesti che han voluto distorcere volutamente la verità, oppure semplicemente han fatto finta di non saperla, purtroppo anche all’interno dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Nell'arco di circa 48 ore, tra il 04 ed il 05 maggio 2019, il governo israeliano ha ordinato l'assassinio di altri civili palestinesi. I killer hanno immediatamente obbedito assassinandone 27, tra questi 4 donne (di cui 2 negli ultimi mesi di gravidanza), 1 minore  e 2 neonati...oltre a 154 feriti.

Lo stesso scenario che si ripete da più di 70 anni alternando feroci stragi come Pioggia d’Estate (27 giugno – 10 Agosto 2006 dove in 44 giorni Israele ha ucciso 200 palestinesi di cui 40 bambini e ne ha feriti 790), Piombo Fuso (27 dicembre 2008 – 18 gennaio 2009, con migliaia di assassinati, tra questi oltre 500 minori) e Margine Protettivo (08 luglio – 26 agosto 2014) ad un quotidiano killeraggio fattosi metodo dal 30 marzo del 2017.

Nell'arco di circa 48 ore, tra il 04 ed il 05 maggio 2019, il governo israeliano ha ordinato l'assassinio di altri civili palestinesi. I killer hanno immediatamente obbedito assassinandone 27, tra questi 4 donne (di cui 2 negli ultimi mesi di gravidanza), 1 minore  e 2 neonati...oltre a 154 feriti.

Lo stesso scenario che si ripete da più di 70 anni alternando feroci stragi come Pioggia d’Estate (27 giugno – 10 Agosto 2006 dove in 44 giorni Israele ha ucciso 200 palestinesi di cui 40 bambini e ne ha feriti 790), Piombo Fuso (27 dicembre 2008 – 18 gennaio 2009, con migliaia di assassinati, tra questi oltre 500 minori) e Margine Protettivo (08 luglio – 26 agosto 2014) ad un quotidiano killeraggio fattosi metodo dal 30 marzo del 2017.

«Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità»
(J. Goebbels, gerarca nazista)

«Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità»
(J. Goebbels, gerarca nazista)

Egregio sindaco,

  leggo sul Corriere della sera del 16 aprile una sua affermazione virgolettata: "Penso che quei quattro gatti che hanno l'abitudine di fischiare la Brigata ebraica il 25 aprile lo fanno senza conoscere a fondo questa profonda e luminosa pagina di libertà". Chi contesta la presenza dei sostenitori della Brigata nel corteo antifascista lo fa, invece, proprio perchè conosce a fondo quella che non è  una "luminosa pagina di libertà" ma una oscura pagina di propaganda sionista.

Le invio un paio di scritti in materia, diffusi in passato anche in corteo.

Questi scritti sono stati inviati, negli anni passati, a Pisapia, a Maris, a Smuraglia, sempre senza esito. Tenga presente che la principale (ma non unica) fonte di informazione è la monografia sulla Brigata redatta da Samuel Rocca e Luca S. Cristini, pubblicata nella collana Soldiers & weapons 018. Rocca ha prestato servizio militare nell'esercito israeliano. La invito a leggere i due scritti e, se ha argomenti da opporre, a farceli conoscere.

Egregio sindaco,

  leggo sul Corriere della sera del 16 aprile una sua affermazione virgolettata: "Penso che quei quattro gatti che hanno l'abitudine di fischiare la Brigata ebraica il 25 aprile lo fanno senza conoscere a fondo questa profonda e luminosa pagina di libertà". Chi contesta la presenza dei sostenitori della Brigata nel corteo antifascista lo fa, invece, proprio perchè conosce a fondo quella che non è  una "luminosa pagina di libertà" ma una oscura pagina di propaganda sionista.

Le invio un paio di scritti in materia, diffusi in passato anche in corteo.

Questi scritti sono stati inviati, negli anni passati, a Pisapia, a Maris, a Smuraglia, sempre senza esito. Tenga presente che la principale (ma non unica) fonte di informazione è la monografia sulla Brigata redatta da Samuel Rocca e Luca S. Cristini, pubblicata nella collana Soldiers & weapons 018. Rocca ha prestato servizio militare nell'esercito israeliano. La invito a leggere i due scritti e, se ha argomenti da opporre, a farceli conoscere.

Il ruolo dei paesi arabi nel 48 e ora. Due momenti storici descritti di seguito. Non cambia molto. Non è su di loro che può contare la Palestina. Diversi sono i popoli dai regimi che li governano. Perché i popoli arabi possano solidarizzare con il popolo palestinese dovranno prima liberarsi dei loro regimi. Come noi d'altra parte per solidarizzare con i palestinesi avremo bisogno di liberarci dei Salvini, fraterni amici dei Netanyahu.

Il ruolo dei paesi arabi nel 48 e ora. Due momenti storici descritti di seguito. Non cambia molto. Non è su di loro che può contare la Palestina. Diversi sono i popoli dai regimi che li governano. Perché i popoli arabi possano solidarizzare con il popolo palestinese dovranno prima liberarsi dei loro regimi. Come noi d'altra parte per solidarizzare con i palestinesi avremo bisogno di liberarci dei Salvini, fraterni amici dei Netanyahu.

15 aprile 2019, Vittorio “Vik” Arrigoni ci manca, non solo perché gli abbiamo voluto bene fin da quando lo abbiamo conosciuto, e senza ci siamo sentiti più soli.

Manca, come anche l’assenza di Juliano Mer Khamis (assassinato a Jenin il 4 aprile 2011). Mancano perché oggi servirebbero voci alte, chiare ed oneste su quanto succede nella Palestina sotto occupazione.

15 aprile 2019, Vittorio “Vik” Arrigoni ci manca, non solo perché gli abbiamo voluto bene fin da quando lo abbiamo conosciuto, e senza ci siamo sentiti più soli.

Manca, come anche l’assenza di Juliano Mer Khamis (assassinato a Jenin il 4 aprile 2011). Mancano perché oggi servirebbero voci alte, chiare ed oneste su quanto succede nella Palestina sotto occupazione.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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