Palestinarossa

Abbonamento a feed Palestinarossa

Erdogan ha paura del movimento nato dalle lotte costruite dai compagni del Grup Yorum e non dorme di notte, i fantasmi dei suoi omicidi e torture lo tormentano fino a fargli perdere il senso del ridicolo.

Mentre le comunità palestinesi e le organizzazioni di solidarietà hanno promosso mobilitazioni in oltre 100 città e paesi in tutto il mondo per affrontare i piani di annessione israeliana e resistere a oltre 72 anni di colonizzazione sionista in Palestina, la Rete di solidarietà con i prigionieri palestinesi Samidoun ha affrontato politicamente la questione intervistando lo scrittore e attivista palestinese Khaled Barakat per parlare di come costruire insieme i prossimi passi dopo la giornata della rabbia del 1° luglio con migliaia di persone che sono scese in piazza per difendere la Palestina, la sua terra e la sua gente, contro sionismo, imperialismo, colonialismo dei coloni e il razzismo.

La seguente intervista affronta alcune delle domande chiave di questo momento storicamente significativo per la lotta di liberazione palestinese.

Israele ha ripetutamente rubato il territorio palestinese nel corso dei suoi settanta anni di storia

L'annuncio da parte di Israele del piano per l'annessione del 30 percento della Cisgiordania occupata ha suscitato molta preoccupazione tra i suoi amici nei governi occidentali, nelle organizzazioni ebraiche e negli esperti sulle potenziali ripercussioni negative non si verificano sul popolo palestinese, ma su Israele. Sono preoccupati per la perdita del presunto carattere "ebraico e democratico" di Israele e temono che dovrebbe sacrificare l'uno per l'altro.

Georges Ibrahim Abdallah è in prigione da più di 35 anni. Combattente della resistenza comunista libanese impegnata dalla parte dei combattenti palestinesi, è detenuto dal 1984 dal sistema giudiziario francese e dai governi che si sono succeduti per complicità in atti di resistenza all’invasione sionista del suo paese, il Libano. Va ricordato che questo prigioniero politico, scagionabile dal 1999, è detenuto nel carcere di Lannemezan (Francia) per ordine del governo statunitense, nonostante due scarcerazioni pronunciate dal tribunale per l’esecuzione delle sentenze.

Da circa un paio di settimane circola un appello in cui si propone una mobilitazione pro Palestina in tutte le città, dove è possibile, contro il progetto israeliano di annettere altre parti della Palestina, come avviene dal 1948 ad oggi.

Ci stiamo dirigendo verso un “conflitto” interno palestinese o quella che alcuni chiamerebbero una “guerra civile”?

Questa domanda viene strumentalmente utilizzata da qualcuno per i propri meschini scopi, posta di fronte al popolo palestinese al fine di intimidire e spaventare. Qualcuno che, avendo da tempo rinunciato alla Resistenza, vorrebbe che il nostro popolo accetti le condizioni del nemico sionista e lo “status quo” senza affrontare la crisi insita nella situazione interna palestinese. Tutto questo con il pretesto della “dedizione all’unità nazionale”.

PROLOGO

Cento anni fa, il 25 aprile 1920, i rappresentanti di poche grandi potenze si incontrarono a Sanremo, una tranquilla cittadina italiana sulla riviera ligure. Insieme, segnarono il destino dei vasti territori sottratti all’Impero ottomano in seguito alla sua sconfitta durante la prima guerra mondiale.

Il Collettivo Palestina Rossa saluta il compagno Ibrahim Gökçek, morto il 07 maggio 2020, due giorni dopo aver vinto la sua lotta attraverso uno sciopero della fame durato 232 giorni.

I passaggi storici e gli sviluppi importanti che hanno plasmato la realtà della causa araba, della Palestina e della lotta arabo-sionista negli ultimi tre decenni, in particolare dopo la "Conferenza di pace di Madrid" dell'ottobre 1991, ci costringono ancora una volta ad adottare un approccio scientifico rivoluzionario per comprendere i conflitti interni palestinesi e l'essenza della natura di queste contraddizioni.

Funzionari del FPLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina) hanno accusato il presidente dell’ANP (Autorità Nazionale Palestinese) Abbas di utilizzare i fondi destinati all’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) come mezzo di “ricatto” per costringere la loro organizzazione a cambiare linea politica e fare “concessioni politiche”.

Il FPLP, organizzazione marxista fondata nel 1967 da George Habash, che dopo Fatah rappresenta il gruppo più numeroso tra le fazioni dell’OLP, oggi vive una grave difficoltà dopo la decisione del presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas di tagliare i fondi all’organizzazione.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

FrontePalestina newsletter

Stay informed on our latest news!

Abbonamento a FrontePalestina newsletter feed

Accesso utente