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Video da diffondere e condividere per ribadire a gran voce che: antisionimo non è antisemitismo!

Il 17 Gennaio, nella sala comunale del Comune di Almese, si sarebbe dovuto tenere un incontro con un attivista pacifista di Gaza, promotore della Grande Marcia del Ritorno.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna fermamente l'assassinio da parte degli Stati Uniti del generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, e Abu Mahdi al-Muhandis, vice capo delle forze di mobilitazione popolare in Iraq.

Il FPLP considera quest’assassinio sul suolo iracheno un cambiamento qualitativo dell'aggressione e della guerra che gli Stati Uniti stanno combattendo, insieme all'entità sionista, in varie forme contro il popolo della regione e le sue forze di resistenza.

Appello per una mobilitazione contro il sionismo e in solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione
A tutte/i le/i compagne/i, a tutto il movimento di solidarietà alla Resistenza palestinese, a tutte le realtà di lotta

“PROCESSIAMO IL SIONISMO”
NON SIAMO ANTISEMITI, SIAMO ANTISIONISTI!

Come sostenitori della Resistenza del popolo palestinese da moltissimi anni il 25 aprile organizziamo un presidio in Piazza San Babila per contestare la presenza delle bandiere sioniste all’interno del corteo antifascista. Un’iniziativa che è cresciuta anno dopo anno e che i sionisti non sono mai riusciti a fermare nonostante le abituali minacce trite e ritrite, accompagnate dalle consuete accuse di antisemitismo. Come al solito supportati in questo da partiti borghesi come il PD e dai giornali nazionali sia di “sinistra” sia destra.

Alle prime ore del giorno nella Palestina Occupata e amministrata dall’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) è stata effettuata una gigantesca retata contro militanti e simpatizzanti della sinistra rivoluzionaria palestinese del FPLP. Un’operazione condotta dai servizi di sicurezza israeliani (Shin Bet), non casuale e in linea con il dichiarato intento di Annessione di quella porzione di Palestina direttamente allo Stato israeliano, assecondata dal gigante sionista statunitense.

Un’ondata repressiva che colpisce la più importante organizzazione della sinistra, marxista, del movimento di Resistenza all’Occupazione, al Colonialismo e all’Apartheid israeliano: il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Con il chiaro obiettivo di smantellare una delle poche reti di Resistenza ancora presenti nella Cisgiordania amministrata dall’ANP, sottoposta al Tallone di Ferro dell’Occupazione sionista tramite le famigerate collaborazioni di sicurezza tra le forze colonialiste e gli apparati polizieschi della stessa ANP - che come Fronte Palestina denunciamo da molto tempo - senza di cui non sarebbe stata possibile la retata odierna. Un collaborazionismo con l’Occupazione e il Colonialismo che dopo il totale fallimento degli Accordi di Oslo, l’annessione di Gerusalemme e quella paventata delle colonie sioniste nella West Bank da parte dello Stato “ebraico”, trova solo nella borghesia compradora palestinese e nel suo servilismo accattone, l’unica ragion d’essere.

Il quotidiano Yediot Aharonot ha riportato che il servizio di intelligence dell'occupazione sionista, lo Shin Bet, ha rivendicato l'arresto di una grande cellula del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina a Ramallah che comprende più di cinquanta persone.

Secondo i media ebraici questi prigionieri avrebbero pianificato una serie di operazioni di guerriglia su larga scala per colpire soldati, coloni e colonie. Tre dei detenuti avrebbero partecipato all’operazione di bombardamento “Ein Poppin” in cui è rimasta uccisa la colona Rina Shnraaf nei pressi dell'insediamento Dolib.

La Procura della Repubblica di Milano, intrufola i suoi “uomini” dentro il corteo del 25 aprile 2018 con telecamera, mischiati e confusi tra bandiere sioniste dello stato di Israele, si soffermano in particolare in San Babila dove centinaia di uomini, donne e bambini son lì a manifestare solidarietà verso la Resistenza palestinese, a condannare i crimini dello stato ebraico, come amano definirsi i sionisti.

Raccolgono elementi per avviare un procedimento giudiziario contro chi esprime posizioni antisioniste e in seguito a ciò ora in cinque siamo rinviati a giudizio per manifestazione non autorizzata e incitamento all’odio razziale. Questo è il contributo che la Procura vuole dare alla campagna sionista internazionale tesa ad equiparare l’antisionismo all’antisemitismo.

A ridosso della Giornata Internazionale ONU per la Palestina, la quasi “ex” Amministrazione presidenziale USA sotto scacco interno per la sua stessa politica estera contraddittoria, anche per non aver seguito alla lettera i diktat sionisti per l’area mediorientale e nell’estremo tentativo di salvarsi l’osso del collo di fronte al plotone d’esecuzione - anch’esso sionista - sul suo impeachment, ha tirato fuori l’ennesimo coniglio dal cappello delle “magie” manipolatrici. Dopo Gerusalemme e il Golan siriano eccola presentarsi col nuovo regalo all’Apartheid israeliano: il riconoscimento delle colonie “ebraiche” nella Palestina occupata dal 1967.

A ridosso della Giornata Internazionale ONU per la Palestina, la quasi “ex” Amministrazione presidenziale USA sotto scacco interno per la sua stessa politica estera contraddittoria, anche per non aver seguito alla lettera i diktat sionisti per l’area mediorientale e nell’estremo tentativo di salvarsi l’osso del collo di fronte al plotone d’esecuzione - anch’esso sionista - sul suo impeachment, ha tirato fuori l’ennesimo coniglio dal cappello delle “magie” manipolatrici. Dopo Gerusalemme e il Golan siriano eccola presentarsi col nuovo regalo all’Apartheid israeliano: il riconoscimento delle colonie “ebraiche” nella Palestina occupata dal 1967.

In meno di 48 ore: 30 morti, 100 feriti, 400 missili lanciati, decine di raid aerei sionisti

Martedì 12 novembre all'alba, l'esercito sionista ha assassinato Bahaa Abu Al-Atta comandante delle forze armate della Jihad islamica palestinese (le Brigate Al-Quds) durante un attacco aereo a Gaza. Nell'attacco aereo è morta anche sua moglie e altri civili.

In meno di 48 ore: 30 morti, 100 feriti, 400 missili lanciati, decine di raid aerei sionisti

Martedì 12 novembre all'alba, l'esercito sionista ha assassinato Bahaa Abu Al-Atta comandante delle forze armate della Jihad islamica palestinese (le Brigate Al-Quds) durante un attacco aereo a Gaza. Nell'attacco aereo è morta anche sua moglie e altri civili.

Nelle prime ore del mattino di martedì 12 novembre l’aviazione sionista ha attaccato bombardando la parte orientale della striscia di Gaza, uccidendo un leader delle Brigate Quds, il comandante Bahaa Abul Ata dell’ala militare della Jihad islamica, altri quattro palestinesi e ferendone a decine.

L’ala armata del movimento del Jihad ha affermato che Abul Ata, 42 anni, è stato ucciso in un “tentativo di assassinio codardo a al-Shujaiah”. Il comunicato ha annunciato la massima allerta in tutti i suoi ranghi e ha promesso una “rappresaglia sconvolgente”, sottolineando che “il criminale nemico pagherà per la responsabilità delle sue aggressioni”.

Nelle prime ore del mattino di martedì 12 novembre l’aviazione sionista ha attaccato bombardando la parte orientale della striscia di Gaza, uccidendo un leader delle Brigate Quds, il comandante Bahaa Abul Ata dell’ala militare della Jihad islamica, altri quattro palestinesi e ferendone a decine.

L’ala armata del movimento del Jihad ha affermato che Abul Ata, 42 anni, è stato ucciso in un “tentativo di assassinio codardo a al-Shujaiah”. Il comunicato ha annunciato la massima allerta in tutti i suoi ranghi e ha promesso una “rappresaglia sconvolgente”, sottolineando che “il criminale nemico pagherà per la responsabilità delle sue aggressioni”.

Con un tempismo ai limiti del black humor ieri, 9 novembre 2019, a 30 anni della caduta del Muro di Berlino, il Pentagono ha annunciato la partnership strategica con General Dynamics Corp stipulando un contratto di 731 milioni di dollari con la più importante multinazionale “dei muri” del mondo.

La General Dynamics Corp è il principale general contractor del Pentagono con un fatturato di 36 miliardi di dollari l’anno. Si occupa della videosorveglianza del confine con il Messico, l’ormai tristemente celebre muro che Trump ha eretto a simbolo della sua presidenza.

Con un tempismo ai limiti del black humor ieri, 9 novembre 2019, a 30 anni della caduta del Muro di Berlino, il Pentagono ha annunciato la partnership strategica con General Dynamics Corp stipulando un contratto di 731 milioni di dollari con la più importante multinazionale “dei muri” del mondo.

La General Dynamics Corp è il principale general contractor del Pentagono con un fatturato di 36 miliardi di dollari l’anno. Si occupa della videosorveglianza del confine con il Messico, l’ormai tristemente celebre muro che Trump ha eretto a simbolo della sua presidenza.

Nelle prime ore del mattino di giovedì 31 ottobre, le forze di occupazione israeliane, con oltre 70 soldati e 12 veicoli militari armati, hanno fatto irruzione nella casa a Ramallah di Khalida Jarra, leader della sinistra palestinese, femminista e parlamentare di fama internazionale, sequestrando la compagna dalla sua abitazione.

L'arresto arriva appena 8 mesi di distanza che la Jarrar era stata rilasciata dopo una detenzione amministrativa durate oltre 20 mesi.

Gli ordini di detenzione amministrativa, che prevede l’arresto senza né accuse né condanne, possono essere emessi per un massimo di sei mesi alla volta e sono rinnovabili indefinitamente. Palestinesi come la Jarrar hanno trascorso anni della loro vita in prigione con questa forma illegale di detenzione.

All'interno delle carceri sioniste la Jarrar ha svolto un ruolo di primo piano nel sostenere l'educazione delle ragazze minori detenute, organizzando lezioni sui diritti umani e preparando le allieve per gli esami obbligatori delle scuole superiori, considerando che l'autorità carceraria nega alle ragazze un insegnante.

Nelle prime ore del mattino di giovedì 31 ottobre, le forze di occupazione israeliane, con oltre 70 soldati e 12 veicoli militari armati, hanno fatto irruzione nella casa a Ramallah di Khalida Jarra, leader della sinistra palestinese, femminista e parlamentare di fama internazionale, sequestrando la compagna dalla sua abitazione.

L'arresto arriva appena 8 mesi di distanza che la Jarrar era stata rilasciata dopo una detenzione amministrativa durate oltre 20 mesi.

Gli ordini di detenzione amministrativa, che prevede l’arresto senza né accuse né condanne, possono essere emessi per un massimo di sei mesi alla volta e sono rinnovabili indefinitamente. Palestinesi come la Jarrar hanno trascorso anni della loro vita in prigione con questa forma illegale di detenzione.

All'interno delle carceri sioniste la Jarrar ha svolto un ruolo di primo piano nel sostenere l'educazione delle ragazze minori detenute, organizzando lezioni sui diritti umani e preparando le allieve per gli esami obbligatori delle scuole superiori, considerando che l'autorità carceraria nega alle ragazze un insegnante.

Con una storica decisione, il Consiglio comunale di recente istituzione a Oslo, vieta l'accesso agli appalti pubblici di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani. Il divieto di merci provenienti dagli insediamenti illegali di Israele nel territorio palestinese occupato fa parte della piattaforma recentemente adottata per il 2019-2023 approvata dal Consiglio comunale di recente eletto di Oslo, guidato dalla sinistra socialista (SV), dai partiti laburista e verde.

Nonostante gli sforzi concertati di Israele e dei suoi alleati di destra in Norvegia e nel mondo per reprimere le misure di responsabilità a sostegno dei diritti dei palestinesi, Oslo, la capitale norvegese e la più grande città, è ora diventata il sesto comune norvegese, insieme a uno Consiglio provinciale, a vietare beni e servizi provenienti dagli insediamenti.

Con una storica decisione, il Consiglio comunale di recente istituzione a Oslo, vieta l'accesso agli appalti pubblici di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani. Il divieto di merci provenienti dagli insediamenti illegali di Israele nel territorio palestinese occupato fa parte della piattaforma recentemente adottata per il 2019-2023 approvata dal Consiglio comunale di recente eletto di Oslo, guidato dalla sinistra socialista (SV), dai partiti laburista e verde.

Nonostante gli sforzi concertati di Israele e dei suoi alleati di destra in Norvegia e nel mondo per reprimere le misure di responsabilità a sostegno dei diritti dei palestinesi, Oslo, la capitale norvegese e la più grande città, è ora diventata il sesto comune norvegese, insieme a uno Consiglio provinciale, a vietare beni e servizi provenienti dagli insediamenti.

I nuovi veicoli terrestri a controllo remoto per i reparti speciali anti-terrorismo dell’Arma dei Carabinieri? Li produce in Israele una delle aziende leader nella realizzazione di soldati robot e macchine da guerra interamente automatizzate. Il 6 marzo 2019 le riviste militari specializzate israeliane hanno pubblicato il comunicato della società Roboteam di Tel Aviv in cui si annunciava la fornitura al Comando generale dell’Arma di quaranta sistemi TIGR (Transportable Interoperatble Ground Robot) con relative apparecchiature, servizi di manutenzione e formazione-addestramento del personale predisposto all’uso.

“Il valore dell’accordo è stimato in 10 milioni di dollari circa”, riportava il comunicato del tutto ignorato dai media italiani. “Il TIGR è un robot militare in grado di gestire pacchi sospetti, materiali pericolosi e raccogliere informazioni, ma possiede anche capacità avanzate di sorveglianza e osservazione diurna e notturna. Ogni veicolo da combattimento pesa circa 80 kg., è in grado di muoversi in tutti i tipi di terreno e in ogni condizione meteorologica ed è equipaggiato con due braccia che possiedono grandi libertà di movimento e di sollevamento pesi. Una componente significativa del sistema è il software che consente agli operatori di eseguire attività complesse e avanzate nei campi di battaglia”.

I nuovi veicoli terrestri a controllo remoto per i reparti speciali anti-terrorismo dell’Arma dei Carabinieri? Li produce in Israele una delle aziende leader nella realizzazione di soldati robot e macchine da guerra interamente automatizzate. Il 6 marzo 2019 le riviste militari specializzate israeliane hanno pubblicato il comunicato della società Roboteam di Tel Aviv in cui si annunciava la fornitura al Comando generale dell’Arma di quaranta sistemi TIGR (Transportable Interoperatble Ground Robot) con relative apparecchiature, servizi di manutenzione e formazione-addestramento del personale predisposto all’uso.

“Il valore dell’accordo è stimato in 10 milioni di dollari circa”, riportava il comunicato del tutto ignorato dai media italiani. “Il TIGR è un robot militare in grado di gestire pacchi sospetti, materiali pericolosi e raccogliere informazioni, ma possiede anche capacità avanzate di sorveglianza e osservazione diurna e notturna. Ogni veicolo da combattimento pesa circa 80 kg., è in grado di muoversi in tutti i tipi di terreno e in ogni condizione meteorologica ed è equipaggiato con due braccia che possiedono grandi libertà di movimento e di sollevamento pesi. Una componente significativa del sistema è il software che consente agli operatori di eseguire attività complesse e avanzate nei campi di battaglia”.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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