Articoli e Analisi

Un 25 aprile senza ipocrisia

Parole chiare, per rispetto delle migliaia di partigiani comunisti, e non solo, assassinati dal fascismo e poi traditi dai diversi governi costituitisi dopo la Liberazione.

Partiamo dalle motivazioni per cui noi del Fronte Palestina, insieme a tante altre persone, abbiamo condiviso la scelta di contestare le bandiere criminali, pur consapevoli che sarebbero arrivate le solite vigliacche aggressioni da parte dei media assoldati dai sionisti, da parte delle comunità ebraiche in giro per il Paese, e che nessuno sarebbe venuto a sentire la nostra voce, le nostre ragioni.

Secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite 40 palestinesi sono stati uccisi e altri 5.511 feriti dal fuoco dei soldati israeliani durante le manifestazioni della Grande Marcia del Ritorno. Qualcuno ha scritto di questo? Qualche comunità ebraica ha preso le distanze da tali crimini? Non ci risulta pervenuta nessuna presa di distanza, anzi….

A Roma gli antisemiti della comunità ebraica si rifiutano di sfilare nel corteo dell’ANPI perché vi avrebbero partecipato anche i “palestinesi con bandiere e kefie”. Ecco, qualcuno si scandalizza per questa decisione? Ovviamente no, tutti gli occhi e lo sdegno vengono dedicati alla nostra scelta di contestare la presenza dichiaratamente sionista al corteo del 25 Aprile.

L’ANPI ha nel suo statuto, ma dovrebbe anche averlo nel suo DNA, il sostegno alle lotte di liberazione dei popoli sotto occupazione. Invece certi dirigenti dell’Associazione dei partigiani vanno a braccetto con questi criminali e anche con il PD, dimenticando le varie dichiarazioni di soli 18 mesi fa, poco prima del Referendum costituzionale, quando gli attuali dirigenti strillavano: “I veri partigiani votano SI al Referendum”.

“Restiamo Umani” è scritto col sangue sulla pelle della gente del popolo palestinese di Gaza, della Cisgiordania e della Diaspora.

Chiediamo quale sia l’umanità di chi comodamente si apposta sopra un’altura, prende la mira e spara alla testa di un bambino, di una donna, di un uomo. Come sempre, quando gioca Israele, bisogna lasciar fare: essere "equidistanti". Anche se sparano sulle famiglie. Ma da tempo i sionisti d'Israele, quelli nostrani e quelli arabi, non ingannano più nessuno.

 

 

I preparativi in piazza San Babila dei compagni e delle compagne solidali
con la Reistenza palestinese
in attesa di "accogliere" i sionisti presenti al corteo

 

Sia chiaro:
fra le pietre e i carri armati, noi stiamo con le pietre!
fra i bambini uccisi e i soldati nascosti, noi stiamo con i bambini!
fra un popolo senza terra e un esercito occupante, noi stiamo con la Palestina!

Post Scriptum: Gli sciacalli hanno preso per buone le veline dei sionisti, accusandoci di aver fischiato i reduci dei campi di concentramento. Anche su questo vogliamo spendere poche parole chiare: nessuno più di noi è antifascista, antisionista ed antinazista. Al contrario di altri, è nel nostro DNA.

Detto questo precisiamo che da parte nostra non c’è stata nessuna contestazione agli ebrei in quanto tali, nessuna contestazione ai reduci in quanto tali, come a nessun rappresentante dell’ANPI in quanto tale. Però se uno che rappresenta l’ANPI, che è ebreo o “rappresenta” i “reduci” e sostiene l’occupazione della Palestina, il genocidio dei palestinesi, il governo nazifascista dell’entità sionista, allora i fischi sono d'obbligo. Ed in questo caso li rivendichiamo a viso aperto.

Come peraltro rivendichiamo a viso aperto la legittima Resistenza palestinese, in qualsiasi luogo ed in qualsiasi forma.

Fronte Palestina Milano

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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