Articoli e Analisi

Report delle iniziative a sostegno dello sciopero della fame dei prigionieri palestinesi

Come Fronte Palestina siamo partiti da un’iniziativa, successiva al 17 aprile, cioè la giornata dedicata al prigioniero palestinese e data scelta come inizio dello sciopero della fame di oltre 1.500 prigionieri nelle carceri sioniste, che ha sviluppato un interessante dibattito e buona partecipazione, in varie città italiane, con la presenza della compagna palestinese MYASSAR ATYANI di Nablus, ex prigioniera, che ha partecipato anche al presidio del 25 Aprile a Milano.

Successivamente sono stati prodotti, da alcune realtà di movimento sia milanese che non, una serie di striscioni a sostegno della lotta e che sono stati esposti nelle strade. Il primo è quello di Via Esterle, uno spazio occupato da qualche mese da immigrati, che successivamente al corteo del primo maggio ha espresso, oltre che con le bandiere palestinesi presenti alla manifestazione, il loro sostegno alla lotta dei prigionieri. Poi quello della Barona, che è stato appeso ad un cavalcavia di via Famagosta, quello del Boccaccio a Monza, lo striscione del CSA Vittoria, dei compagni di Parma, del Cantiere sociale Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio (FI) e del T28 (via Transiti – MI).

 

 

 

 

Azioni semplici ma cariche di significato per tutti i compagni che si sono espressi attraverso queste forme, accompagnate sempre da presidi (davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, davanti alla RAI di Corso Sempione, a quella di Firenze, Parma, etc) da volantinaggi e da una costante controinformazione finalizzata a rompere il muro compatto di silenzio dei media italiani.

C’è stato anche l’importante contributo dell’iniziativa con il compagno e giornalista Bahar Kimyongur: da Balfour e l’accordo di Sykes Picot ad oggi, 69 anni di occupazione in Palestina e bilancio di 6 anni di guerra in Siria, della quale abbiamo pubblicato anche l’audio dell’intervento, sicuramente uno stimolo prezioso per la comprensione di quanto sta avvenendo in Medio Oriente e della reale portata dell’attacco imperialista.

Il 24 maggio a Milano si è svolto un secondo presidio davanti alla RAI, sempre per imporre la rottura della censura, con la partecipazione di oltre un centinaio di attiviste ed attivisti che hanno raccolto l'invito a proseguire la mobilitazione a sostengo dei prigionieri palestinesi in sciopero della fame, con un'adesione in evidente crescita.

Subito dopo è arrivata la notizia della trattativa in corso e della successiva fine dello sciopero...con una prima battaglia vinta! Alcuni compagni hanno quindi esposto un nuovo striscione che parla di questa vittoria e tradotto la dichiarazione di Ahmad Sa’adat, segretario del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, che di seguito pubblichiamo.

Fronte Palestina
 


Dichiarazione di Ahmad Sa'adat sulla vittoria dello Sciopero dei prigionieri politici palestinesi

I prigionieri hanno fatto un nuovo epico passo grazie alla loro volontà e determinazione, e hanno dimostrato che i diritti loro spettanti devono essere conquistati e non supplicati.

Al popolo palestinese, alla nazione araba ed alle forze libere del mondo,

I prigionieri in sciopero hanno accresciuto la loro fermezza, volontà e determinazione, per ostacolare e resistere a tutti i tentativi di sconfiggere e reprimere lo Sciopero. Non è stata risparmiata alcuna oppressione nei confronti degli scioperanti cosa che ha contribuito al deterioramento della salute dei prigionieri, attraverso politiche e misure repressive, in particolare attraverso i trasferimenti di carcere arbitrari praticati sino all'ultimo, così come i tentativi dell'occupante di diffondere menzogne e disinformazione. Gli eroici prigionieri hanno affrontato tutto ciò per 41 giorni con una volontà d'acciaio, facendo un nuovo epico passo contro l'occupante e scrivendo un nuovo, storico capitolo nella lotta del movimento di liberazione nazionale del nostro popolo.

Al nostro popolo palestinese,

Questa vittoria è il frutto degli sforzi collettivi del popolo palestinese che si è stretto intorno allo Sciopero, inclusi singoli ed istituzioni, movimenti nazionali, organizzazioni umanitarie e popolari, attraverso i sacrifici dei martiri, dei feriti e dei prigionieri. La vittoria è venuta attraverso il sostegno delle forze popolari di tutto il mondo arabo e con il sostegno di tutte le forze libere del mondo, compresi i movimenti e le organizzazioni popolari, i comitati di solidarietà, i parlamentari, i movimenti per la giustizia sociale che combattono l'imperialismo e la globalizzazione, oltre al movimento del BDS internazionale, per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni. A tutti coloro che hanno partecipato alle iniziative di solidarietà con il nostro Sciopero aiutando a condurlo alla sua nobile conclusione, inviamo tutta la nostra stima e ringraziamento, in particolare nei confronti delle famiglie dei martiri, dei feriti e dei prigionieri.

Alle masse palestinesi,

Anche se è troppo presto per stabilire una valutazione finale dei risultati dello Sciopero, in attesa della dichiarazione ufficiale della dirigenza, possiamo chiaramente affermare che l'incapacità dell'occupante di sconfiggere o limitare lo Sciopero è una vittoria per i detenuti e per la loro volontà e determinazione nel continuare la lotta. Questa vittoria ha importanti significati: in primo luogo, riafferma il fatto che i diritti possono essere conquistati senza mai elemosinarli e che la Resistenza è la leva principale per l'ottenimento di tutte le future conquiste del popolo palestinese nelle successive fasi della Rivoluzione. In secondo luogo, che le diverse fazioni del movimento dei prigionieri ed il clima di divisione non hanno impedito di giungere all'unità d'azione fra tutte le componenti nazionali ed islamiche, fintanto che la bussola della lotta resta puntata contro le principali contraddizioni dell'occupante. Il terzo, significativo punto sta nel fatto che la lotta non termina con lo Sciopero: al contrario, essa deve proseguire per rafforzarne, ampliarne e strutturarne le conquiste. Ciò è fondamentale per ricostruire ed unificare il movimento dei prigionieri palestinesi, espandendone il ruolo al fine di superare la frammentazione e la divisione, presentando al nostro popolo un corpo unico che persegua sinceri sforzi atti a far progredire la causa palestinese superando l'attuale crisi ed il suo quadro di divisione.

Alle masse palestinesi,

Ciò che le nostre forze politiche e fazioni palestinesi devono perseguire al fine di sostenere i prigionieri e rafforzare la loro determinazione è ristabilire l'unità nazionale, attraverso un cammino di avanzamento che si lasci alle spalle questa fase in cui ci si gira intorno all'infinito.

Ancora una volta, tutti i nostri ringraziamenti alle forze popolari palestinesi, arabe ed internazionali che hanno contribuito a rafforzare la determinazione dei prigionieri, sospingendo in avanti la loro lotta sino alla vittoria.

Gloria ai martiri, la vittoria è certa!

Ahmad Sa'adat
Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Carcere di Ramon, 28 maggio 2017

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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