Articoli e Analisi

ANPI: una nuova colonia sionista?

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha lo scopo di:
dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni,
per
quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana
e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.”

Statuto A.N.P.I. art. 2, comma M

Con una decisione senza precedenti, a pochi giorni dal 70° Anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, i vertici dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia hanno commissariato de facto l'ANPI di Roma, defenestrando il suo Presidente.

La “colpa” dell'ANPI di Roma e del suo Presidente è stata quella di non sottostare ai diktat politici dei rappresentanti della Brigata Ebraica, ossia di una componente delle truppe coloniali britanniche, composte da colonizzatori ebrei della Palestina, che ebbero un ruolo marginale nella lotta di liberazione antifascista italiana, ma la scaltrezza di saltare sul “carro dei vincitori” nelle ultime settimane del conflitto mondiale.

Con buona pace della sua funzione istituzionale e letteralmente sputando sulla memoria delle decine di migliaia di partigiani antifascisti caduti combattendo per liberare il paese dall'Occupazione straniera, i dirigenti nazionali dell'ANPI, hanno mostrato di essere fatti di una pasta molto differente da quei partigiani. Di una pasta frolla e prona rispetto all'occupazione straniera. Infatti è così che può essere definita la “scalata” politica sionista sulla vetta dell'ANPI. A cui, sotto le mentite spoglie della Brigata ebraica, che fu componente coloniale di un esercito straniero (britannico), proprio i dirigenti nazionali dell'Associazione, hanno consentito di issare la bandiera di “Israele” ed ammainare quella della Resistenza.

Un cedimento, di fronte al furore occupante e colonizzatore sionista, che se in Palestina assume i connotati dell'occupazione militare e dell'espropriazione di terre e proprietà arabe, in Italia, assume quelli dell'occupazione politica e dell'espropriazione di iniziative e istituzioni, talune prestigiose come il 25 Aprile e l'ANPI.

Un cedimento “badogliano”, da far rigirare i partigiani nelle loro tombe, che infanga l'immagine e il prestigio della stessa ANPI, che i suoi vertici hanno la spudoratezza di giustificare affermando che"non deve restare esclusa dal corteo del 25 Aprile la Brigata ebraica, che rappresenta combattenti per la libertà. E’ necessario, inoltre, evitare che la presenza di bandiere di Paesi stranieri rappresenti motivo di scontro ed è fondamentale che abbia una collocazione distinta rispetto ai simboli e alle bandiere delle forze partigiane". Mentendo vilmente e manipolando ad oltranza, in poche righe.

Nonostante il suo scarso peso storico nella lotta antifascista italiana, nessuno ha mai voluto impedire la partecipazione della Brigata Ebraica al corteo. Questa si è ritirata, per sua stessa ammissione, perché il 25 Aprile “è sabato e anche perché ci saranno le bandiere palestinesi”.

Attenendosi, poi, alla posizione dei vertici nazionali dell'ANPI - presa per compiacere qualche lobbista PD, ma evidentemente senza riflettere -, le uniche bandiere di “Paesi stranieri” da ricollocare, dovrebbero essere proprio quelle dello Stato d'Israele - differenti da quelle della Brigata ebraica -, tenuto conto che quelle palestinesi rappresentano una entità resistente all'occupazione e alla colonizzazione straniera, considerato che nessuno Stato palestinese è stato riconosciuto dalle pilatesche e sterilizzate mozioni votate dal Parlamento italiano (27 febbraio 2015), grottescamente appoggiate entrambe dal PD governativo, nonostante fossero in contraddizione tra di loro.

Solo un'ANPI smemorata e rinnegata dai propri valori fondanti, forgiati dal sacrificio e dal sangue di decine di migliaia di partigiani – e non da qualche colono opportunista... -, poteva sottomettersi così pronamente alle pressioni sioniste-piddine.

Proprio il Partito Democratico, come la cronaca nera informa, essendo tra i più corrotti del panorama politico-istituzionale e promotore ai massimi livelli di torturatori internazionalmente certificati – vedi De Gennaro, Sabella, ecc. -, non sorprende che si stia ergendo a partito dei sionisti. Svendendo la Resistenza italiana all'agenda politica dell'Ambasciata di Israele, tutta tesa alla legittimazione dell'entità sionista contro i partigiani arabo-palestinesi.

L'operazione di trasferimento politico-istituzionale dell'Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, dalle mani dell'ANPI provinciale a quelle del Comune di Roma - in modo da permettere che, poi, possa essere riempita dei contenuti dell'Alemanno di turno…-, non solo è un sopruso, ma è anche un passo formale per il “suicido” politico, assistito, della stessa ANPI.

Un delitto storico, pilotato dal PD e dai suoi eterodiretti, in rappresentanza delle classi dominanti italiane e sioniste, che ha lo scopo di cancellare la Memoria Partigiana delle classi subalterne italiane, che segnarono con la guerra di Resistenza e di Liberazione, una delle pagine più entusiasmanti della loro Storia. Una Storia di riscatto e di emancipazione proletaria - seppur incompiuta - dove, in un momento acuto della crisi capitalista nel quale i costi umani e materiali le vengono scaricati addosso dalla borghesia, quella stessa classe potrebbe trovare proprio in quelle eroiche pagine di memoria, la forza morale e politica per opporsi ad un destino di miseria e sfruttamento.

Per questo è interesse di tutti i sinceri antifascisti difendere l'agibilità politica e partigiana del 25 Aprile e i valori universali della Resistenza come lotta contro chi minaccia le libertà individuali, nega la giustizia sociale e discrimina i cittadini”, impedendo che classi dominanti, interessi stranieri e i loro servi, la trasformino in una carnevalata a loro uso e consumo.

Fronte Palestina

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

FrontePalestina newsletter

Stay informed on our latest news!

Abbonamento a FrontePalestina newsletter feed

Accesso utente