Appelli e Comunicati

Solidarietà agli studenti del Collettivo UP di Trieste

Come Fronte Palestina esprimiamo la nostra concreta vicinanza agli studenti universitari del Collettivo UP di Trieste oggetto di un attacco repressivo da parte del rettore Fermeglia, un atto che in realtà è rivolto a tutti coloro che oggi non accettano e si oppongono alle censure, alla negazione di spazi, all’espressione della solidarietà internazionalista.  

A tre studenti del Collettivo vengono contestate, con una lettera del rettore, diverse attività svolte all’interno dell’Università, punibili con sanzioni che vanno dalla semplice ammonizione alla sospensione fino ad un anno dall'università, passando per la "interdizione temporanea da una o più attività formative" e dalla "esclusione da uno o più esami o altra forma di verifica di profitto per un periodo fino a tre mesi". Vengono "concessi" 10 giorni di tempo per presentare delle memorie difensive sui fatti contestati.  Le iniziative contestate riguardano dibattiti su svariati temi, dall’antirazzismo alla violenza di genere, fino alla questione palestinese.

Tra le assemblee nel mirino del rettore, infatti, c’è anche quella sul boicottaggio accademico di Israele, in particolare contro la Technion di Haifa. Si tratta di un accordo tra il noto politecnico israeliano, i cui progetti di ricerca vengono utilizzati dall’esercito israeliano per l’occupazione della Palestina e la repressione della Resistenza, e le università italiane.

Le motivazioni di questo attacco stanno nella natura stessa dell’Università oggi, asservita totalmente agli interessi della classe dominante ed il suo ruolo che, oltre a quello di formare cervelli succubi agli interessi dei padroni, è anche di rispondere alle esigenze del capitale industriale, del controllo, della repressione, collocando la ricerca scientifica completamente al servizio delle aziende, delle multinazionali, della repressione e della guerra, in particolare al servizio dell’industria bellica.

Non pensiamo certo che questo “atto” accade solo perché ilrettore in questione è particolarmente reazionario, ma perché oggi, nella situazione di pesante crisi e di tendenza alla guerra, il ruolo dell’Università è rafforzato dalle politiche dello stato imperialista italiano.

Nell’attuale contesto, l’entità sionista di Israele diventa il modello politico, militare e persino repressivo e di controllo per gli Usa e per i paesi europei. Un sistema che dal 1948 ad oggi -  in sessantotto anni di sanguinosa occupazione ai danni del popolo palestinese - ha sviluppato il patrimonio più tragicamente avanzato nei campi della guerra imperialista, dell'occupazione militare, del controllo poliziesco, che tranquillamente “esporta” e vende come un qualsiasi prodotto.

Il nuovo passo nel “diritto di guerra” è creare una normativa ad hoc per contrastare il movimento di solidarietà con il popolo palestinese. In particolare Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Canada stanno approntando misure repressive per perseguire coloro che promuovono il boicottaggio del sionismo a tutti i livelli (commerciale, accademico, culturale), perché grazie alla diffusione del movimento Bds (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) questo si è rivelato uno strumento efficace per esprimere solidarietà concreta. Ricordiamo che in Francia vi sono state già pesanti condanne a pene pecuniarie, divieti a manifestazioni pro-boicottaggio e persino l'arresto di una manifestante durante il corteo a Parigi per l'8 Marzo scorso, unicamente perché indossava una maglietta che promuoveva il boicottaggio.

Anche in Italia si vuole far passare una normativa simile e su questa linea il Magnifico di Trieste si allinea prontamente, prima ancora della promulgazione della legge!

Non ci stupiamo di tutto questo e pensiamo che l’avanzamento delle forme repressive metta sempre più a nudo il fatto che la migliore forma di solidarietà internazionalista, è quella di lottare qua per una società diversa.

Fronte Palestina
18/06/2017
 


Intrervista di RadiAzione: “Siamo stati noi, siamo stati tutti!”

Video degli studenti: https://www.facebook.com/collettivoup/videos/1189395347838979/

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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