Appelli e Comunicati

Presentazione del "Comitato NoExpo-NoIsraele - Toscana"

Il 1° maggio prossimo a Milano, per 6 mesi, si aprirà l’EXPO 2015 che vedrà la partecipazione di oltre 148 paesi ed avrà come tema conduttore ’“Nutrire il pianeta-energia per la vita”. Ma l’Expo 2015 sarà la fiera dell'ipocrisia e della menzogna, dello sfruttamento; i grandi affamatori del pianeta e delle popolazioni del mondo sono fra i principali “ospiti”, quindi i protagonisti di questa kermesse; grandi multinazionali e stati asserviti ai loro interessi che, attraverso guerre di rapina delle risorse dei popoli e di sfruttamento, si presenteranno come “i salvatori” dell'umanità.

L'Expo oltre ad essere un'opera già di per sé conveniente alla devastazione dei territori, alla connivenza con le mafie e per lo spudorato ricorso al lavoro precario super-sfruttato, lo è ancora di più per l'ulteriore inganno che rappresenta. La presenza in pompa magna di Israele nell'Expo conferma che dietro il tema “nutrire il pianeta” si nascondono coloro che si muovono in senso esattamente opposto. Il padiglione dello stato sionista, denominato “Campi di domani”, sarà situato in una posizione privilegiata, a fianco di quello italiano – paese organizzatore, a dimostrazione dei saldi legami tra i due stati - all'incrocio fra i due assi principali dell'Esposizione e, con una dimensione di 2.400 metri quadrati intenderà propagandare le “eccellenze” dell'occupazione israeliana, come l'agricoltura e lo sfruttamento delle risorse idriche arabo-palestinesi.

Nel filmato di propaganda di Israele all'Expo si afferma tra l'altro che “i contadini israeliani coltivano con ottimi risultati quella terra da 120 anni”. Considerato che lo stato di Israele esiste da 66 anni e qui la menzogna è esplicita, non si dice che la terra di Palestina per secoli è stata abitata e coltivata dai contadini palestinesi, ai quali è stata depredata con massacri per mano dei militari. Non si parla della quotidianità fatta di confisca delle terre palestinesi, della sistematica distruzione delle coltivazioni, della rapina delle risorse idriche a favore dei coloni, dei crimini contro l’umanità con i ciclici bombardamenti a tappeto e rappresaglie contro la popolazione civile, per terrorizzarla e costringerla alla resa o all'esilio, dei quasi 7000 prigionieri politici nelle carceri sioniste, non si parla della pulizia etnica che Israele attua verso il popolo palestinese. Il ruolo privilegiato assegnato dall'Expo allo stato e al business israeliano conferma quanto lo stato sionista sia presente nelle nostre istituzioni nazionali e locali, che fanno dell'Italia uno dei principali complici della colonizzazione della Palestina e del conflitto mediorientale.

Non è più accettabile la politica di complicità col sionismo, che oltraggia i sentimenti di fratellanza e di pace con tutti i popoli, valori affermati dalla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo di cui, in concomitanza con l'apertura dell'Expo, ricorrerà il settantesimo anniversario e invitiamo tutti i movimenti, le associazioni e le persone che si battono contro il sionismo internazionale e per la giustizia in Medio Oriente a mobilitarsi e ad organizzare iniziative di denuncia contro questo ennesimo sopruso e aggressione mediatico-affaristica.

Per questo il Fronte Palestina ha lanciato la campagna No Expo – No Israele.

In Toscana, come in altre regioni, si è formato un Comitato “NO EXPO NO ISRAELE” composto da associazioni ed organizzazioni, realtà e soggetti che da anni si mobilitano accanto al popolo palestinese nella sua lotta di liberazione e che oggi intendono smascherare attraverso mobilitazioni, iniziative, dibattiti, il vero volto della kermesse, con una campagna dove si mostreranno le ingerenze e i rapporti tra l'Italia e lo Stato sionista nell'ambito del grande evento dell'Expo 2015 e il fatto che Israele, camuffandosi da stato democratico, è invece uno stato imperialista in guerra permanente contro il popolo arabopalestinese commettendo crimini contro l’umanità.

Comitato NO Expo-NO israele Toscana
noexponoisraeletoscana@libero.it

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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