Appelli e Comunicati

PALESTINA OCCUPATA: LE FUCILAZIONI CONTINUANO NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO “GAZA”

“Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no”

Primo Levi (dal libro "Se questo è un uomo")

Da ieri i numeri della repressione coloniale della Marcia del Ritorno in Palestina, si sono attestati a livelli di massacro: a fronte di 0 (zero) contusi israeliani e 0 (zero) danni materiali, si contano circa 30 palestinesi assassinati e 2500 feriti. Di cui un terzo dai plotoni d’esecuzione approntati dalle forze d’Occupazione sioniste. Nella Palestina Occupata, in specifico in quello che ormai si può a tutti gli effetti considerare il Lager di concentramento “Gaza”, il Diritto al Ritorno del popolo palestinese è trattato con la brutalità tipica degli eserciti coloniali e delle forze d’occupazione.

Infatti, ai circa due milioni di internati palestinesi in quel campo, oltre a essere negata la libertà e miseramente razionate acqua, cibo, luce, gas, medicine, vestiario e qualsiasi altro basilare bene utile per svolgere una vita oltre la sopravvivenza, vengono imposte draconiane regole di condotta atte a impedire il loro legittimo “Diritto al Ritorno”.

Gli ordini d’ingaggio impartiti ai secondini appostati all’esterno della recinzione del campo di concentramento, sono chiari e spietati. Agli internati del campo, oltre a essere vietato di rientrare nella Palestina occupata E’ SEVERAMENTE VIETATO:

Manifestare pacificamente presso le recinzioni.

Avvicinarsi alle recinzioni.

Tirare oggetti verso le recinzioni.

Danneggiare in qualsiasi modo le recinzioni.

Bruciare copertoni o altro materiale nei pressi delle recinzioni.

Filmare e fotografe gli avvenimenti in corso nelle vicinanze delle recinzioni.

Coltivare la propria terra a ridosso delle recinzioni.

Costruire a meno di 500 metri dalle recinzioni.

Provare a ritornare nella propria terra oltre le recinzioni.

Per chiunque viola le suddetti norme, indistintamente giovani uomini, anziani, donne e bambini, l’ordine tassativo è: FUCILAZIONE SUL POSTO. Un “passare per le armi i civili” che una settimana, ribadiamolo, ha provocato decine morti e migliaia feriti. Destinati ad aumentare.

Appunto: se questo è un uomo...

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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