Appelli e Comunicati

LIBERTÀ PER IL COMPAGNO GEORGES IBRAHIM ABDALLAH

LIBERTÀ AL COMPAGNO GEORGES IBRAHIM ABDALLAH
PRIGIONIERO POLITICO PALESTINO-LIBANESE DETENUTO DA 30 ANNI IN FRANCIA

Georges Ibrahim Abdallah, comunista libanese arrestato in Francia nel 1984, continua a scontare la sua pena, sebbene, per il diritto francese, sarebbe liberabile dal 1999. E’ palese che le decisioni prese dalla giustizia francese sono di natura esclusivamente politica, determinate dalla fiera rivendicazione della propria militanza antimperialista e comunista che Georges ha sempre fatto, continuando a sostenere, anche dopo decenni di carcere, la causa della liberazione dei popoli. Per questo come Fronte Palestina esprimiamo il nostro sostegno al compagno ed esigiamo il suo rilascio immediato.

Georges nasce il 2 aprile del 1951 ad Al Qoubaiyat (Libano). Nel 1971 aderisce al FPLP, il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, nelle cui file lotta contro l’invasione del Libano da parte dell’esercito sionista nel 1978.

Il 6 giugno 1982, dopo mesi di raid e bombardamenti condotti tramite l’utilizzo di truppe mercenarie, il regime sionista conduce una nuova aggressione contro il Libano. II bilancio complessivo dell’operazione, denominata “Pace in Galilea”, è terribile: 25 000 morti, 45 000 feriti, Beirut devastata, centinaia di civili palestinesi e libanesi massacrati a Sabra e Chatila dalle Falangi fasciste libanesi agli ordini dell’entità sionista, centinaia di militanti arabi “scomparsi” nei campi di Ansar e di Khiam.

Siccome l’operazione era avvenuta con la complicità delle potenze occidentali, organizzazioni di combattenti libanesi e arabi, come le Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi (FARL), decidono di reagire colpendo gli interessi imperialisti e sionisti nel mondo. Due delle operazioni loro attribuite sono l’esecuzione del colonnello Charles Ray, responsabile militare presso l’ambasciata americana in Francia (18 gennaio 1982), e l’esecuzione di Yakov Barsimantov, responsabile del Mossad in Francia (3 aprile 1982).

Georges Ibrahim Abdallah viene arrestato in Francia il 24 ottobre 1984 con l'accusa strumentale di possesso di documenti falsi (mentre risulta poi un passaporto rilasciato regolarmente dalle autorità algerine). La Francia dichiara che Georges sarebbe stato liberato a breve per mancanza di prove, ma le pressioni statunitensi giocano un ruolo fondamentale nella sua permanenza in carcere; gli Stati Uniti d’America si costituiscono parte civile del processo. Il 10 luglio 1986 Georges Ibrahim Abdallah viene condannato a quattro anni di reclusione per detenzione di armi e di esplosivi. Georges rifiuta il processo e non ricorre in appello.

Nel frattempo, tra il 1985 e il 1986, a Parigi avvengono una serie di attentati (1), rivendicati dal Comitato di Solidarietà con i Prigionieri Politici Arabi (CSPPA). Il comitato chiede la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah, di Anis Naccache (2) e di Varoudjian Garbidjian (3).

E’ in questo contesto, quando Georges Ibrahim Abdallah è incarcerato da più di un anno, che la DST (Direction de la Surveillance du Territoire, polizia politica) “ritrova” un’arma in un appartamento affittato a suo nome, affermando che sarebbe stata utilizzata negli attentati al colonnello Charles Ray e all’agente Yakov Barsimantov.

Su questa base viene istruito un nuovo processo, e il 1° marzo 1987 viene emessa una sentenza di ergastolo da un tribunale speciale anti-terrorista (4), creato appositamente dal governo francese per l’occasione, libero di agire senza dover utilizzare prove giuridiche o testimoni (che per altro non esistevano).

In carcere, Georges Ibrahim Abdallah continua a difendere la causa dei popoli oppressi (5).

Georges Ibrahim Abdallah inizia il 24 ottobre 2014 il suo trentesimo anno di carcere. La sua liberazione non richiede una domanda speciale di grazia ma, in conformità con il codice penale francese, era possibile, dopo quindici anni d’incarcerazione, con un semplice decreto amministrativo del Ministero della Giustizia (6).

Info: www.liberonsgeorges.over-blog.com - http://sd-g1.archive-host.com/membres/up/29b72e7b8387d2014690b4aea20c293508c66477/Blog/Qui_est_Georges_Ibrahim_Abdallah.pdf

Fronte Palestina
 

Note:

(1) Gli attentati sono stati probabilmente commessi da una rete finanziata dall’Iran per far pagare alla Francia il suo appoggio all’Iraq nella guerra contro l’Iran.

(2) Libanese legato ai servizi segreti iraniani, accusato di tentato assassinio dell’ex-primo ministro dello Shah d’Iran Chapour Bakhtia; liberato ed espulso dalla Francia verso l’Iran nel 1993.

(3) Militante dell’Armata Segreta Armena per la Liberazione dell’Armenia-ASALA, accusato di essere l’autore dell’attentato all’aeroporto di Orly del 1983, liberato ed espulso dalla Francia verso l’Armenia nel 2001.

(4) Georges è accusato di cospirazione al fine di promuovere degli atti terroristici (creazione delle FARL e pianificazione delle sue operazioni).

(5) Aderisce alla Piattaforma del 19 giugno 1999 che riunisce in una lotta comune un centinaio di prigionieri rivoluzionari, comunisti, anarchici, antifascisti e antimperialisti, e partecipa agli scioperi della fame in solidarietà con i rivoluzionari detenuti nelle carceri turche. Nel 2002, in solidarietà con le prigioniere palestinesi detenute a Neve Tirza, in sciopero della fame per denunciare le umiliazioni quotidiane di cui sono vittime nelle carceri sioniste, Georges Ibrahim Abdallah e diverse decine di prigionieri detenuti a Moulins rifiutano i pasti dell’amministrazione penitenziaria.

(6) Nel novembre 2003 la giurisdizione regionale di scarcerazione condizionale di Pau ha autorizzato la sua liberazione. Tuttavia, su ordine dell'allora Ministro della Giustizia, Dominique Perben, il procuratore generale di Pau è ricorso in appello. La giurisdizione nazionale di scarcerazione condizionale emette la sentenza il 15 gennaio 2004 mantenendolo in carcere. Ibrahim Abdallah presenta una seconda domanda di scarcerazione condizionale, nel febbraio 2005. Il Tribunale di Grande Istanza di Tarbes, presieduto dallo stesso giudice che aveva deliberato positivamente alla prima domanda di scarcerazione, respinge la nuova domanda nel settembre 2005. L’appello a tale decisione, presentato da Georges nel settembre 2005, viene respinto nel febbraio 2006.
Il 4 aprile 2013 la Corte di Cassazione ha annullato la decisione del 10 gennaio dello stesso anno, la quale prevedeva la liberazione di Georges in subordine ad una ordinanza di espulsione verso il Libano, e ha respinto la domanda di libertà condizionale utilizzando una motivazione fasulla e strumentale “le giurisdizioni per l’applicazione delle pene non prevedono la concessione di libertà condizionale al condannato non ancora posto in regime di semilibertà”. In tale occasione si sono sviluppate diverse iniziative di solidarietà in tutta Europa, ma anche in Libano e in Palestina. Questa è una delle tante mobilitazioni che negli anni si sono svolte attorno al compagno, visto che fin dal suo arresto si è creato un fortissimo movimento internazionale di solidarietà.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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