Appelli e Comunicati

Contestare la presenza della brigata ebraica nella festa della Liberazione non è un diritto, è un dovere!

Venerdì 30 marzo 2018 in Palestina vengono fucilati oltre 20 civili palestinesi da cecchini di Israele. Venerdì 7 aprile 2018, una settimana dopo, altri 12 civili palestinesi fanno la stessa fine sempre per mano di cecchini posti sulle alture da dove comodamente prendono la mira.

Dal 30 marzo in poi cala il silenzio da parte dei sostenitori del genocidio palestinese, in particolare dalle comunità ebraiche ma anche da parte di alcuni dirigenti dell’ANPI, dimostrando che degli oltre 30 civili palestinesi gliene frega nulla, anzi...

Il silenzio dura fino al 15 aprile quando la comunità ebraica milanese, nelle menzogne supportate dal dirigente ANPI Cenati (da sempre distintosi per il servilismo verso le politiche sioniste di genocidio contro i palestinesi) danno fiato ai loro istinti antisemiti (i palestinesi sono semiti) e s’inventano orde di fanatici che si scaglierebbero contro l’inconsistente Brigata Ebraica. Volutamente dimenticano alcune verità che invece noi vogliamo ricordare: le insegne della Brigata ebraica sfilano per la prima volta nel corteo del 25 Aprile 2004, le motivazioni di questa decisione sono dichiarate ed esplicite.

Nel sito degli Amici di Israele si legge che sono costoro a decidere di sfilare sotto le insegne della Brigata ebraica perché “stanchi di partecipare circondati da bandiere palestinesi [...] e per non farci annoverare tra la massa dei manifestanti antiamericani o antiisraeliani”.

La stessa associazione dichiara che la decisione di sfilare con la Brigata ebraica è solo un passaggio di un percorso che deve portare a “lo sdoganamento del sionismo” (testuale). Si legge: “Crediamo, infatti, importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile e giusto”. È quindi espressamente dichiarato che la sfilata della Brigata ebraica è un’operazione di propaganda del sionismo ed è organizzata dalla associazione “Amici di Israele”.

La Brigata nasce, alla fine della guerra, come operazione di propaganda: Churchill ne annuncia la creazione nel Settembre 1944 e viene inquadrata nell’8° Armata britannica, poi attende due mesi prima di sbarcare a Taranto ed altri quattro prima di partecipare ad alcuni scontri nella zona di Ravenna. Siamo ormai a ridosso della Liberazione: marzo/aprile 1945. A Maggio inizia la smobilitazione e i reduci si dedicano in gran parte a sostenere l’immigrazione in Palestina.

Non si può dire che il ruolo della Brigata nella lotta di Liberazione sia stato rilevante. Eppure c’è chi è giunto a scrivere  che “la Brigata ebraica è stata in prima fila nella liberazione d’Europa”.

Noi siamo contro l’uso della Festa del 25 Aprile per bieche operazioni propagandistiche a favore di uno Stato i cui principi fondanti sono antitetici ai valori dell’ANPI - che ha nel suo statuto il dovere di solidarietà con le lotte di liberazione - e della Resistenza partigiana.

Ribadiamo la scelta di boicottare Israele, di contestare la presenza sionista all’interno del corteo del 25 aprile, la determinazione nel denunciare i crimini sionisti contro il popolo palestinese ed il nostro pieno sostegno alla Resistenza palestinese!

Contro la presenza sionista
al corteo del 25 Aprile

Fronte Palestina - Milano

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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