Appelli e Comunicati

ALLA “STATALE” DI MILANO L’ANPI SIONISTA HA FATTO UNA FIGURACCIA...

Innanzitutto prendiamo atto con soddisfazione che il tentativo di intimidazione a mezzo stampa, condotto dalla strana coppia ANPI-Ambasciata israeliana, ha gremito oltre il previsto la sala dell’iniziativa antisionista organizzata all’Università “Statale” di Milano per protestare la scelta di far partire il Giro d'Italia dalla Palestina sotto occupazione da parte del sionismo.

La resilienza degli studenti e dei militanti, la debolezza delle argomentazioni dell’arrogante accoppiata e il ponziopilatismo di un baronato universitario refrattario a complicarsi la vita in piena “Fiera del mobile”, hanno fatto fallire la psico-operazione criminalizzatrice.

“Comunità ebraica milanese e Anpi insieme per chiedere al rettore della Statale di revocare l’autorizzazione a una iniziativa del “Fronte della Palestina” nell’ateneo, prevista per domani.” Proprio con queste parole i portavoce dell’ambasciatad’israele, riportavano boriosi il tentativo da parte dell’ANPI e dell’ambasciata stessa, la propria intimazione di vietare l’iniziativa studentesca organizzata all’interno dell’ateneo milanese. Notizia subito pubblicizzata dal main stream mediatico, capeggiato dalla stessa RCS (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport) organizzatrice del Giro d’Italia e della sua partenza da Gerusalemme, in quanto capitale della Palestina Occupata dai sionisti. Indubbiamente la triangolazione partitocratico-affarista ANPI-Ambasciata-Media, ha rappresentato un temibile coagulo reazionario, al quale il baronato universitario avrebbe potuto essere sensibile. Una triade che in salsa moderna, ha voluto riproporre, riviste e aggiornate, proprio il trattamento speciale contro l’agibilità politica dell’opposizione antifascista nel Ventennio mussoliniano, comprese le famigerate Leggi sulla Razza, di cui quest’anno ricorre l'80° anniversario, delle quali proprio il Corriere della Sera fu entusiastico propagandatore.

In un’ANPI ormai irriconoscibile rispetto a quella che avevano in testa gli eroici partigiani che si sacrificarono per un’ideale di “Pace, Giustizia e Libertà”, dominata dal nepotismo e dalla partitocrazia, in mano a lobby di potere ed a innominabili interessi affaristici, il signor Cenati – presidente dell’ANPI milanese -, nella sua volontà di manipolazione, si è spinto addirittura ad ascrivere “all’ebraismo” partigiani dichiaratamente atei come il comunista Terracini, l’azionista Valiani ed altri, nel tentativo grossolano di compiacere i suoi padrini sionisti. Così come, sempre lo stesso “signore”, ha provato a narrare di uno sproporzionato ruolo “determinante” nella lotta di Liberazione dal nazifascismo, ad una brigata coloniale inserita nel dispositivo militare dell’Impero britannico sulla Linea Gotica, sovradeterminandolo ad altri ben più imponenti contributi coloniali; come quello dell’8° Divisione indiana, della 6° Divisione corazzata sudafricana, della 2° Divisione neozelandese o delle Brigate polacche e brasiliane, che lo smemorato, ovviamente, dimentica di citare.

Soprassedendo poi il fatto che molti tra i circa cinquemila soldati che fecero parte della Brigata ebraica si trasferirono in Palestina dai loro Paesi originari, portando con sé l'esperienza militare acquisita e contribuendo, lì si in maniera determinante, alla nascita dell'esercito israeliano ed alla colonizzazione della Palestina. Massacrando e cacciando dalla propria tera migliaia di palestinesi. Una trasformazione da vittime a carnefici che, genocida e spietata, continua fino ai giorni nostri, attraverso i plotoni d’esecuzione sionisti contro i manifestanti palestinesi lungo la recinzione del lager “Gaza”.

Una realtà storica e contemporanea volutamente ignorata, in tal modo da renderlo “pronto” per una nuova carriera, essendo forse è giunto il momento per il signor Cenati di dimettersi dalla carica di presidente dell’ANPI milanese e provare a riscuotere una poltroncina a Palazzo dal suo referente nel PD, l’italo-israeliano Emanuele Fiano.

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

FrontePalestina newsletter

Stay informed on our latest news!

Abbonamento a FrontePalestina newsletter feed

Accesso utente