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Pubblichiamo di seguito un’importante dichiarazione rilasciata dai prigionieri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle prigioni dell'occupazione.

Che la rivolta di Gerusalemme si diffondi in tutta la nazione e si prepari ad affrontare le fasi successive

Alla nostra gente risoluta di Gerusalemme, la nostra eterna capitale, porgiamo i nostri saluti mentre proseguite con sacrificio e spirito rivoluzionario il processo di rivolta e la continua escalation di resistenza nel confronto con l'aggressione sionista.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina saluta le masse del popolo palestinese in occasione del martirio del giovane diciannovenne Yousef Aziz Kashour del villaggio di Abu Dis a est di Gerusalemme, ucciso dalle forze di occupazione sabato 22 luglio durante gli scontri con l’esercito sionista in difesa di Gerusalemme e Al-Aqsa.

Il FPLP saluta il martire discendente da una famiglia di combattenti nel quartiere al-Saadia, un quartiere della città vecchia di Gerusalemme. È stato coinvolto nella lotta nazionale e nella resistenza all'occupazione sin dai suoi primi giorni. Si è unito al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina prima della maggiore età grazie alla sua dedizione e al suo impegno. È stato responsabile del Fronte nel suo villaggio coprendo varie mansioni, dalla gestione dei media alle organizzazioni giovanili.

L'Unione della Gioventù Palestinese progressiva (PPYU) manda i suoi più forti saluti rivoluzionari alle masse palestinesi di Gerusalemme, che stanno lottando contro la rude brutalità dell'occupazione e delle sue forze barbariche che persistono nella loro aggressività con le misure fasciste contro la terra e la gente di Palestina, perseverando nei loro crimini e soprattutto danneggiando i luoghi sacri, in particolar modo la moschea Al-Aqsa.

L'Unione ritiene che il vero volto del popolo palestinese oggi si rifletta negli eroici sforzi rivoluzionari a Gerusalemme, soprattutto con il rifiuto della sottomissione agli attacchi sionisti. La rivolta di Gerusalemme mostra la continuità della lotta della gioventù rivoluzionaria palestinese presente in ogni parte della Palestina, dal fiume al mare. I martiri di Deir Abu Mashaal si fondono con il sangue dei martiri della famiglia Jabareen da Umm al-Fahm, e prima di loro con il martire Bahaa Alyan, figlio di Gerusalemme, e con il martire Muhannad al-Halabi, figlio di Ramallah.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina esalta l’eroica azione condotta dal giovane eroe Omar al-Abed, figlio del villaggio di Kobar ad ovest di Ramallah, nell'insediamento coloniale di Halamesh, che ha portato all'uccisione di tre coloni sionisti.

Questa operazione ha inviato un forte messaggio all'occupazione sionista e al suo governo fascista: gli attacchi alla città di Gerusalemme verranno affrontati con valorose operazioni.

Il Fronte ha aggiunto che l'operazione nell'insediamento coloniale di Halamesh sottolinea l'unità territoriale e delle aspirazioni del popolo palestinese. Non c'è alcuna sicurezza per un nemico che ruba la terra e profana i siti sacri. La volontà e la determinazione della gioventù palestinese sono più forti di tutte le misure sioniste.

Il Fronte ha salutato il popolo palestinese di Gerusalemme che è sceso per le strade lo scorso venerdì in difesa dell'identità araba della città e dei suoi siti sacri, sottolineando che Gerusalemme deve trovarsi sotto la sovranità del popolo palestinese.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha partecipato con le masse del popolo Palestinese al lutto dell’eroico compagno Baha’a Ismail Hamamdeh, 18 anni, caduto come un martire lo scorso 15 luglio mentre affrontava le forze di occupazione che invadevano il campo profughi di Dheisheh.

Oggi Betlemme e Dheisheh hanno perso un eroe coraggioso che, nonostante la giovane età, ha affrontato l’occupazione mentre si scontrava con le forze sioniste all’ingresso della città di Betlemme e durante le diverse invasioni del campo di Dheisheh. L’occupazione lo ha cercato per arrestarlo più di una volta e lui è stato ferito in diverse occasioni.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina denuncia un completo disgrecamento delle condizioni di vita e di salute nella Striscia di Gaza a seguito delle politiche di punizione collettive adottate dall'Autorità Nazionale Palestinese e dal suo governo, che ha portato nei giorni scorsi al crollo delle infrastrutture della Striscia in particolare nei settori dell'elettricità e della salute, ed invita a porre immediatamente fine a questa politica.

Il Fronte ha affermato che queste misure riflettono una politica di punizione collettiva e chiede al Comitato esecutivo dell'OLP di sollevare la copertura per smascherare i responsabili e le forze che conducono e indirizzano da dietro le quinte tali politiche tenendo in ostaggio oltre due milioni di palestinesi.

Domenica 2 luglio 2017 le Forze di Difesa Sioniste (Wehrmacht) hanno sequestrato per l’ennesima volta la nostra compagna Khalida Jarrar.

I terroristi della Wehrmacht, come vampiri, hanno compiuto l'ennesima incursione all’alba di ieri sequestrando, oltre Khalida Jarrar, una decina di palestinesi tra cui Ihab Massoud, rilasciata solo meno di sei mesi fa dalle prigioni israeliane.

Quando siamo arrivate davanti al teatro F. Parenti ad attenderci c’era un blindato posizionato all’entrata, altri agenti in borghese e si respirava un clima di attesa, ma una volta entrate lo spettacolo era il classico: signore della buona borghesia milanese imbellettate, esponenti del sionismo nostrani e diversi giovani e naturalmente il seguito di agenti che si sono distribuiti a lato della sala.

Ci siamo sedute nei posti esterni ed una compagna proprio in prima fila e quando è iniziata la “conferenza” ricca di esperti venuti da Israele, abbiamo ascoltato in silenzio la presentazione della migliore democrazia del mondo, della cattiveria della contestazione subita a Torino. Sempre in silenzio ci siamo alzate con dei cartelli (Basta rapina dell’acqua – basta rapina della terra – Diritto al ritorno – Basta colonie, ecc.) girando per la sala che conteneva un 70/80 spettatori e per circa tre quarti d’ora abbiamo continuato a girare con i cartelli, attaccandone anche un po’ nel corridoio laterale.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina elogia l’operazione “Promise of al-Buraq”, avvenuta lo scorso venerdì a Gerusalemme, dove è stata colpita e uccisa una soldatessa dell’esercito di occupazione israeliano.

Il Fronte definisce l’operazione come una solida e chiara risposta ai tentativi di liquidare i diritti dei palestinesi e di rapina di nuove terre.

Anche il reparto nelle prigioni del FPLP ha rilasciato un comunicato in seguito all’operazione richiamando ad una maggiore unità nazionale e coesione per un escalation della risposta palestinese alle brutali forze di occupazione e alle orde del colonizzatore, utilizzando tutti i metodi e le forme di resistenza fino alla sconfitta permanente del progetto di insediamento sionista e della sua banda razzista, al fine di conquistare gli obiettivi del nostro popolo, la liberazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente su tutta la terra di Palestina con la sua capitale unificata e liberata a Gerusalemme e l’applicazione del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.

Il 5 giugno segna i 50 anni dalla sconfitta del 1967, che ha avuto tra i suoi più importanti risultati, il completamento dell’occupazione del resto della Palestina, come anche delle alture del Golan siriane e del Sinai egiziano.

Questa occasione ha approfondito il concetto di sconfitta e la sua implicazione nel pensiero e nella pratica arabe e ha scatenato numerosi sforzi e progetti di insediamento politico sotto il pretesto di risolvere il conflitto arabo-sionista.

La sconfitta del 5 giugno conferma la natura e l'essenza del progetto sionista e le sue aspirazioni per l'espansione, l'egemonia e l'occupazione di una zona centrale della regione araba. Questa occupazione include progetti sionisti e dei suoi partners e alleati colonialisti e imperialisti, che condividono obbiettivi, intenzioni e ambizioni nel mondo arabo, incluso il saccheggio delle sue risorse, garantendone la frammentazione e il continuo sottosviluppo.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha chiesto all'Autorità Nazionale Palestinese l'immediato rilascio del giovane palestinese attivista Nassar Jaradat, sequestrato dai servizi di sicurezza dell'Autorità palestinese di Ramallah tre giorni fa.

Questo avviene in clima di soppressione della libertà di espressione nel contesto palestinese che da anni ormai fornisce un servizio diretto all'occupazione.

Il FPLP ritiene l'Autorità palestinese e le sue forze di sicurezza responsabili della continua detenzione di Jaradat, compreso il rischio di essere arrestato dall'occupazione attraverso della “politica di porta girevole” che ha portato all'arresto e al martirio di un certo numero di giovani attivisti e combattenti della resistenza.

Il Fronte osserva che le giustificazioni date delle forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese nell’arrestare Jaradat per i suoi scritti sui social media mostrano grande disprezzo per i sentimenti del popolo palestinese.

In questo giorno uno commando speciale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e l'Armata Rossa Giapponese effettuarono un'operazione eroica e unica nel cuore dell’aeroporto al-Lydd Airport (aeroporto Internazionale George Habash) all'interno della Palestina occupata, in cui vennero uccisi 26 nemici e decine furono i feriti secondo lo stesso rapporto del nemico.

Tra quelli morti ci fu il sionista Aharon Katzir, capo dell’Accademia delle Scienze di Israele, che ha avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo delle capacità militari dell'esercito di occupazione nemica.

I prigionieri hanno fatto un nuovo epico passo grazie alla loro volontà e determinazione, dimostrando che i diritti loro spettanti devono essere conquistati e non elemosinati.

Al popolo palestinese, alla nazione araba ed alle forze libere del mondo,

Dopo 40 giorni di sciopero della fame, i prigionieri palestinesi hanno sospeso la loro protesta annunciando di aver ottenuto ciò che richiedevano. L'accordo sarebbe stato raggiunto dopo 20 ore di negoziati tra la leadership degli scioperanti e l'amministrazione carceraria dell'occupazione israeliana.

Secondo quanto si è appreso, i detenuti avrebbero ottenuto l'aumento del numero di visite dei familiari, l'installazione di telefoni pubblici nelle prigioni e la possibilità di accedere ad un maggior numero di canali televisivi in modo da tenersi informati su quanto accade al di fuori dei penitenziari.

Il 17 aprile 2017, più di 1.500 prigionieri palestinesi rinchiusi nelle prigioni di Israele (su un totale di 6.300, detenuti non solo nelle carceri israeliane ma anche in quelle della collaborazionista Autorità Nazionale Palestinese) sono entrati in sciopero della fame, sciopero che tuttora prosegue. La giornata del 17 aprile non è stata scelta a caso, in quanto il movimento di Resistenza palestinese celebra in questa data e da molti anni la Giornata internazionale di solidarietà per i prigionieri palestinesi.

La lotta che i prigionieri portano avanti si pone quali principali obiettivi:

L'avvocato di Addameer Farah Bayadsi ha visitato lo scorso 14 maggio nella prigione di Ohli Kedar il leader politico e segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina Ahmad Sa'adat in sciopero della fame. Al'avvocato di Addameer era stata precedentemente negata la visita ma ha ricevuto l'approvazione a seguito di una petizione del Tribunale di primo grado presentata il 10 maggio 2017.

Dall'inizio dello sciopero, il 17 aprile 2017, Addameer ha richiesto diverse visite al Servizio Prigioni Israeliano (IPS) per verificare le condizioni dei prigionieri in sciopero dalla fame, ma l'IPS quando non ha esplicitamente rifiutato le richieste non ha neanche risposto.

Oggi [8 maggio, N.d.T.], lo sciopero della fame di massa dei palestinesi detenuti nelle carceri israeliane entra nella sua critica quarta settimana, e questo significa che per centinaia di scioperanti sarebbe difficile o impossibile reggersi in piedi.

Dando ascolto all'appello del 6 maggio del Movimento dei Prigionieri Palestinesi che guida questo sciopero per porre fine alle violazioni israeliane dei diritti dei palestinesi e per garantire dignità e condizioni umane ai prigionieri politici, il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC) lancia un appello:

La "questione" israelo-palestinese, purtroppo, è spesso presentata come "una guerra estremamente complessa, le cui cause, un confuso miscuglio di intolleranza religiosa, nazionalismo e odio si perdono nella storia" e rispetto alla quale è quindi difficile prendere una posizione politica ben definita, in quanto decenni di violenza avrebbero cancellato ogni barlume di ragione da entrambe le parti.

Si rischia però così, più o meno internazionalmente, di dimenticare proprio quelle cause storico-politiche da cui nasce un conflitto che da troppi decenni ormai lascia dietro di sé morte e devastazione tra quei popoli e quei territori, inconsapevolezza e indifferenza tra i popoli di quest’altra parte del mondo e, ovviamente, profitti e potere nelle tasche di pochi.

Il movimento dei prigionieri palestinesi, impegnato nello Sciopero della Libertà e della Dignità all’interno delle prigioni israeliane ha emesso una nuova dichiarazione il 6 maggio, 20° giorno dello sciopero della fame.

Foto copertina: Poster of imprisoned leaders, Hafez Omar. Pictured, clockwise, from top left: Marwan Barghouthi, Ahmad Sa’adat, Abbas Sayyed, Zaid Bseiso, Wajdi Jawdat. The slogan reads: Your hunger is resistance.

Lo sciopero è stato lanciato da 1500 prigonieri palestinesi il 17 aprile, nella giornata dei prigionieri palestinesi, e ad esso si sono uniti una serie di noti leader del movimento dei prigionieri e del movimento nazionale palestinese. Marwan Barghouti, membro del comitato centrale di Fatah, ha lanciato lo sciopero; e leader di tutti i movimenti politici palestinesi, inclusi il segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa’adat, il leader del FPLP Ahed Abu Ghoulmeh, il leader del Islamic Jihad Zaid Bseiso, i leader di Hamas Hasan Salameh e Abbas al- Sayyed, il leader del FDLP (Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina) Wajdi Jawdat, il leader del Partito Popolare Bassam Khandakji e molti altri, inclusi i prigionieri detenuti da più tempo Nael Barghouti e Karim Younes.

Ahmad Sa'adat, segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, in carcere, ha inviato un messaggio speciale dalla prigione alle forze e ai movimenti della Sinistra del mondo in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori, segnando un rinnovato punto di riferimento della lotta rivoluzionaria contro l'imperialismo, il sionismo e il fascismo e le forze di classe e dello sfruttamento sociale. Sa'adat ha detto nella dichiarazione che lo sciopero della fame a tempo indeterminato attuato attualmente dal movimento dei prigionieri palestinesi è il luogo più importante del confronto con l'occupazione sionista e le sue leggi razziste coloniali-di ocuupazione. Egli solleccita l'espansione della campagna per il boicottaggio e l'isolamento dell'occupazione a livello internazionale.

Compagni e amici,

Saluti rivoluzionari, Saluti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Saluto ai combattenti per la giustizia, la libertà, l'uguaglianza e il progresso ovunque.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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