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Mandate una lettera agli organizzatori della famosa corsa ciclistica italiana per sollecitarli a spostare la corsa da Israele - #RelocateTheRace 

Gli organizzatori della famosa corsa ciclistica italiana Giro d'Italia hanno annunciato la partenza dell'edizione 2018 da Israele, con inizio a Gerusalemme seguita da tappe da Haifa a Tel Aviv e nel Naqab (Negev). La corsa "celebrerà" il settantesimo anniversario della fondazione di Israele sulle rovine della patria palestinese, con la pulizia etnica, o Nakba, di una maggioranza dei palestinesi indigeni.

Dopo Gaza e l’industria israeliana della violenza:

ESCLUSI - La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento

a cura di Enrico Bartolomei, Diana Carminati, Alfredo Tradardi
DeriveApprodi editore 2017, pag. 240, prezzo 18 euro

Perché oggi è importante analizzare il colonialismo di insediamento? Perché è dall’unione di un gruppo di ex insediamenti coloniali, gli Stati Uniti in primis, che si è sviluppata l’incontestata potenza egemone globale. Perché il colonialismo di insediamento, come forma specifica di dominio, definisce molti degli ordinamenti politici attuali. Come i popoli indigeni esposti all’assalto del colonialismo di insediamento, gli espulsi dalla produzione sono anch’essi marcati come inutili perché superflui. Popolazioni da liquidare: accumulazione senza riproduzione. Non solo biopolitica, ma necropolitica. Occorre comprendere a fondo questa nuova realtà, per reagire a un potere che assoggetta tutti. Ne deriva la necessità di stringere alleanze tra gli ESCLUSI per un progetto di co-resistenza.

Caro compagno, ti invio i miei cordiali saluti, le più belle parole e dichiarazioni sincere di orgoglio, rispetto e apprezzamento, a mio nome ed a nome dei miei compagni prigionieri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Queste parole sincere riflettono l'unità di pensiero e la comune sofferenza di fronte agli strumenti di oppressione e alla nostra comune lotta per un mondo migliore. Caro compagno, il mio dolore è il tuo dolore, sei sempre una fonte di grande orgoglio e rispetto. Dalla tua fermezza nei principi attraverso decenni di carcere, costruiamo la nostra determinazione, la nostra volontà e la nostra convinzione intellettuale; dall'alto della tua dignità acceleriamo i nostri passi verso l’alba della verità e della libertà, con te e con tutte le forze di liberazione in tutto il mondo.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina e le Brigate Abu Ali Mustafa si uniscono alle masse del popolo palestinese per onorare il compagno Raed As'ad al-Salhi, 21 anni, morto per le ferite arrecate mentre si trovava in un ospedale sionista. Il compagno era stato ferito e rapito dall'occupazione israeliana nel mese di agosto.

Il Fronte porge le sue sincere condoglianze alla famiglia, ai compagni e agli amici di Raed, martire del campo profughi di Dheisheh, dell'Intifada e della resistenza palestinese. Si è unito al lungo elenco di martiri del popolo palestinese per mano dell'occupazione. È sempre stato presente nell’affrontare l'occupazione nella città di Betlemme, dove le forze di occupazione si sono spesso scontrate con la resistenza e la lotta del popolo palestinese.

Il campo di Dheisheh, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e tutta la Palestina hanno perso un combattente coraggioso, fedele ed impegnato per la liberazione del popolo palestinese dall'occupazione sionista.

Il Fronte Popolare si impegna a rimanere sullo stesso cammino per cui è stata presa la vita del martire: la via del ritorno, della resistenza e della liberazione. È fiducioso che i suoi compagni nel campo di Dheisheh, che hanno sempre avanzato la lotta e pagato con sacrificio profonde perdite, continueranno a sollevare la bandiera della resistenza all'occupazione sionista, nonostante la continua presa di mira dei compagni e delle compagne del campo da parte dell’occupazione.

L'intervista al compagno Khaled Barakat ed i comunicati dal ramo del FPLP nelle carceri sioniste meritano un’accurata attenzione e portano necessariamente ad alcune considerazioni.

L'originalità dei contenuti, la chiarezza del linguaggio e l'ampiezza degli argomenti trattati sono una novità sia nell'ambito della sinistra palestinese, sia nel panorama della solidarietà verso il popolo palestinese. Crediamo che lo sforzo del compagno Barakat e di chi ha posto le domande, sia un primo approccio serio ed importante alla delicata, quanto drammatica, situazione della Palestina.

“Alle spalle del verde villaggio giordano di Karameh, la terra si alza in impervie colline pietrose dove un campo profughi Palestinese era il quartier generale dei combattenti rivoluzionari palestinesi. Nel marzo del 1968 la forza d’assalto israeliana, nelle prime nebbie del mattino, marciò su Karameh decisa ad eliminare in poche ore lo zoccolo duro della resistenza palestinese. Prima di mezzogiorno tutto era distrutto, ma quelle bande di combattenti armati alla leggera e del loro coraggio furioso, non cedettero ed Israele dovette ritirarsi velocemente, abbandonando veicoli e carri armati. In poche ore la notizia della battaglia si diffuse ovunque e tutti i giovani del mondo cominciarono ad indossare le kefie quadrettate palestinesi, come simbolo della rivoluzione e della forza dei deboli.”

La situazione in Palestina sta peggiorando sempre di più. I media italiani non ne parlano, se non quando sentono di dover prendere posizione in difesa dello Stato d'Israele.

Il Fronte Popolare per la Liberazione di Palestina ha denunciato e ha chiesto la cancellazione della cosiddetta “legge sui crimini digitali” emanata dell'Autorità palestinese attraverso la quale sono state perseguite ed arrestate decine di giornalisti ed attivisti, rilevando questo come un grave attacco alla libertà di opinione e di espressione.

Il FPLP ha osservato che questa legge è uno strumento repressivo nelle mani dell'ANP contro chiunque non sia allineato con essa e si opponga alle sue politiche e misfatti.

L’Ufficio stampa del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha condotto la seguente intervista al compagno Khaled Barakat al quale è stato chiesto di commentare gli ultimi sviluppi sulla causa palestinese, in particolare l'attuale crisi della resistenza e il pericolo rappresentato dall'alleanza tra l’imperialismo degli Stati Uniti, i governi reazionari arabi ed il sionismo nell'era della Trump.

La vittoria del nostro popolo a Gerusalemme contro gli attacchi sionisti è una vittoria morale e storica. Ci rivolgiamo al nostro popolo in difficoltà e alla nostra gente nella città santa di Gerusalemme...la vostra determinazione, pazienza e impegno nel portare avanti verso la vittoria la lotta contro le azioni sioniste a danno della città di Gerusalemme e della moschea di Al-Aqsa rappresenta un deterrente efficace all'arroganza dell'occupazione, che in questo contesto è stata riportata nella sua tomba desolata, trascinando con se la delusione dei suoi atti futili.

I cuori dei giovani, delle donne, dei bambini e degli anziani che sono usciti per difendere la città si sono battuti uniti alle masse del nostro popolo nelle piazze in tutta la Palestina. Questa alleanza nazionale di coesione popolare mostra che il popolo palestinese è pieno di enormi possibilità, nonostante tutti gli sforzi delle forze nemiche nel tentare di tenerli sotto controllo e di reindirizzarli verso battaglie inutili che servono solo l'occupazione. In questa battaglia avete dimostrato con il vostro sangue, il vostro sacrificio e la vostra fermezza che siete i legittimi sovrani della terra palestinese e che difenderete la vostra giusta causa.

Dar al-Farabi, il Forum culturale di Ghana Kanafani e il Centro di solidarietà sociale hanno promosso in Libano il nuovo libro del compagno Ahmad Sa'adat “Echo of Isolation"”, che racconta la brutalità dell'occupazione sionista nei confronti dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.

Il compagno Sa'adat è Segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. L'evento di lancio è stato ampiamente assistito da rappresentanti delle fazioni palestinesi in Libano, del Partito comunista libanese, della campagna di boicottaggio Israele, dagli ex prigionieri dell'occupazione israeliana in Libano, avvocati progressisti, organizzazioni femministe, culturali e vari media di informazione.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina ha condannato la decisione della Corte di giustizia europea di mantenere il movimento di Hamas nell'elenco "terroristico" dell'Unione europea, sottolineando che il movimento di Hamas fa parte del movimento di liberazione nazionale palestinese e come altri movimenti palestinesi esercita il suo legittimo diritto di resistere all'occupazione, come sottolineato dal diritto e dalle convenzioni internazionali.

Il FPLP ha aggiunto che il nemico sionista è il principale centro del terrore nella regione e merita di essere etichettato come terrorista in quanto continua ad occupare la terra palestinese e commette costantemente veri e propri crimini di guerra contro il popolo palestinese.

In Palestina, dopo settimane di arresti, pestaggi, torture e uccisioni di giovani, uomini e donne palestinesi, oggi 24 luglio 2017, Netanyahu ‘ha fatto un passo indietro’ togliendo i metal detector dall’ingresso della moschea di  al-Aqsa.

Centinaia di palestinesi sono stati sequestrati a Gerusalemme: i rapporti mensili documentano gli arresti di massa che hanno colpito la popolazione. I cittadini di Gerusalemme hanno subito i continui attacchi dei coloni atti a demolire le loro residenze e a costringere le loro famiglie  a subire la confisca delle terre.

Pubblichiamo di seguito un’importante dichiarazione rilasciata dai prigionieri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle prigioni dell'occupazione.

Che la rivolta di Gerusalemme si diffondi in tutta la nazione e si prepari ad affrontare le fasi successive

Alla nostra gente risoluta di Gerusalemme, la nostra eterna capitale, porgiamo i nostri saluti mentre proseguite con sacrificio e spirito rivoluzionario il processo di rivolta e la continua escalation di resistenza nel confronto con l'aggressione sionista.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina saluta le masse del popolo palestinese in occasione del martirio del giovane diciannovenne Yousef Aziz Kashour del villaggio di Abu Dis a est di Gerusalemme, ucciso dalle forze di occupazione sabato 22 luglio durante gli scontri con l’esercito sionista in difesa di Gerusalemme e Al-Aqsa.

Il FPLP saluta il martire discendente da una famiglia di combattenti nel quartiere al-Saadia, un quartiere della città vecchia di Gerusalemme. È stato coinvolto nella lotta nazionale e nella resistenza all'occupazione sin dai suoi primi giorni. Si è unito al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina prima della maggiore età grazie alla sua dedizione e al suo impegno. È stato responsabile del Fronte nel suo villaggio coprendo varie mansioni, dalla gestione dei media alle organizzazioni giovanili.

L'Unione della Gioventù Palestinese progressiva (PPYU) manda i suoi più forti saluti rivoluzionari alle masse palestinesi di Gerusalemme, che stanno lottando contro la rude brutalità dell'occupazione e delle sue forze barbariche che persistono nella loro aggressività con le misure fasciste contro la terra e la gente di Palestina, perseverando nei loro crimini e soprattutto danneggiando i luoghi sacri, in particolar modo la moschea Al-Aqsa.

L'Unione ritiene che il vero volto del popolo palestinese oggi si rifletta negli eroici sforzi rivoluzionari a Gerusalemme, soprattutto con il rifiuto della sottomissione agli attacchi sionisti. La rivolta di Gerusalemme mostra la continuità della lotta della gioventù rivoluzionaria palestinese presente in ogni parte della Palestina, dal fiume al mare. I martiri di Deir Abu Mashaal si fondono con il sangue dei martiri della famiglia Jabareen da Umm al-Fahm, e prima di loro con il martire Bahaa Alyan, figlio di Gerusalemme, e con il martire Muhannad al-Halabi, figlio di Ramallah.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina esalta l’eroica azione condotta dal giovane eroe Omar al-Abed, figlio del villaggio di Kobar ad ovest di Ramallah, nell'insediamento coloniale di Halamesh, che ha portato all'uccisione di tre coloni sionisti.

Questa operazione ha inviato un forte messaggio all'occupazione sionista e al suo governo fascista: gli attacchi alla città di Gerusalemme verranno affrontati con valorose operazioni.

Il Fronte ha aggiunto che l'operazione nell'insediamento coloniale di Halamesh sottolinea l'unità territoriale e delle aspirazioni del popolo palestinese. Non c'è alcuna sicurezza per un nemico che ruba la terra e profana i siti sacri. La volontà e la determinazione della gioventù palestinese sono più forti di tutte le misure sioniste.

Il Fronte ha salutato il popolo palestinese di Gerusalemme che è sceso per le strade lo scorso venerdì in difesa dell'identità araba della città e dei suoi siti sacri, sottolineando che Gerusalemme deve trovarsi sotto la sovranità del popolo palestinese.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha partecipato con le masse del popolo Palestinese al lutto dell’eroico compagno Baha’a Ismail Hamamdeh, 18 anni, caduto come un martire lo scorso 15 luglio mentre affrontava le forze di occupazione che invadevano il campo profughi di Dheisheh.

Oggi Betlemme e Dheisheh hanno perso un eroe coraggioso che, nonostante la giovane età, ha affrontato l’occupazione mentre si scontrava con le forze sioniste all’ingresso della città di Betlemme e durante le diverse invasioni del campo di Dheisheh. L’occupazione lo ha cercato per arrestarlo più di una volta e lui è stato ferito in diverse occasioni.

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina denuncia un completo disgrecamento delle condizioni di vita e di salute nella Striscia di Gaza a seguito delle politiche di punizione collettive adottate dall'Autorità Nazionale Palestinese e dal suo governo, che ha portato nei giorni scorsi al crollo delle infrastrutture della Striscia in particolare nei settori dell'elettricità e della salute, ed invita a porre immediatamente fine a questa politica.

Il Fronte ha affermato che queste misure riflettono una politica di punizione collettiva e chiede al Comitato esecutivo dell'OLP di sollevare la copertura per smascherare i responsabili e le forze che conducono e indirizzano da dietro le quinte tali politiche tenendo in ostaggio oltre due milioni di palestinesi.

Domenica 2 luglio 2017 le Forze di Difesa Sioniste (Wehrmacht) hanno sequestrato per l’ennesima volta la nostra compagna Khalida Jarrar.

I terroristi della Wehrmacht, come vampiri, hanno compiuto l'ennesima incursione all’alba di ieri sequestrando, oltre Khalida Jarrar, una decina di palestinesi tra cui Ihab Massoud, rilasciata solo meno di sei mesi fa dalle prigioni israeliane.

Quando siamo arrivate davanti al teatro F. Parenti ad attenderci c’era un blindato posizionato all’entrata, altri agenti in borghese e si respirava un clima di attesa, ma una volta entrate lo spettacolo era il classico: signore della buona borghesia milanese imbellettate, esponenti del sionismo nostrani e diversi giovani e naturalmente il seguito di agenti che si sono distribuiti a lato della sala.

Ci siamo sedute nei posti esterni ed una compagna proprio in prima fila e quando è iniziata la “conferenza” ricca di esperti venuti da Israele, abbiamo ascoltato in silenzio la presentazione della migliore democrazia del mondo, della cattiveria della contestazione subita a Torino. Sempre in silenzio ci siamo alzate con dei cartelli (Basta rapina dell’acqua – basta rapina della terra – Diritto al ritorno – Basta colonie, ecc.) girando per la sala che conteneva un 70/80 spettatori e per circa tre quarti d’ora abbiamo continuato a girare con i cartelli, attaccandone anche un po’ nel corridoio laterale.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.
 

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